Aldo Giannuli
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Commenti (8)

  • leopoldo

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    Però in un sistema in continua rigenerazione, gli incarichi amministrativi che prevedono continuità acquisiscono potere al di là delle loro legitime funzioni, in quanto referenti temporali. quale è la organizzazione statele che si vuol dare forma? [sempre se la mia obbiezione non è errata]

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  • Giovanni Talpone

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    Ciò corrisponde al dato sociologico che in tutte le società “occidentali” una quota ancora minoritaria, ma sempre maggiore, non si riconosce in toto nel ceto politico esistente, e quest’ultimo reagisce impedendo ai dissidenti (peraltro molto divisi, e oggi più orientati verso la destra populista che altro) di votare. Detto questo, poichè questa tendenza politica nell’immediato è difficilmente reversibile (anche se va combattuta con fermezza), per la Sinistra rimane il problema di ridefinire l’azione politica, e le forme organizzative che la rendono possibile, in assenza della possibilità di una rappresentanza istituzionale. Come premessa, si dovrebbero evitare alcune facili fughe nell’assurdo: a) la teorizzazione del rifiuto alla partecipazione alle campagne elettorali (si chiama identificazione col nemico, in questo caso col suo progetto politico); b) il suo reciproco, la creazione di coalizioni, convergenze e alleanze trampalate per partecipare a ogni costo; c) il ricorso alla violenza; d) i cortei e le manifestazioni di piazza come sostituti al pensiero politico. Detto questo, vorrei che si discutesse su che fare (tanto per cambiare).

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  • giandavide

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    perfettamente condivisibile. si potrebbe obiettare il fatto che l’ultimo governo berlusconi è il più duraturo della storia della repubblica, ma credo che cambi poco, dato che penso che la durata dei governi sia un fattore sopravvalutato, mentre è sottovalutata la continuità amministrativa. è molto più traumatico un governo che continua a far finta di legiferare dopo l’indebolimento della sua maggioranza piuttosto che un nuovo ricorso alle urne dal quale uscirebbe una maggioranza più solida. infatti non credo sia così assurdo attirbuire il tracollo economico dell’italia anche all’introduzione del sistema maggioritario. certo, ci sono moltissimi fattori concomitanti e più rilevanti, come l’introduzione del precariato (per fare un esempio). ma, anche senza fare dietrologia, è molto probabile che un parlamento più responsabilizzato come quelli usciti da elezioni con sistemi proprozionali, si sarebbe sentito più vincolato ai suoi elettori e probabilmente non avrebbe legiferato così da cani.

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  • Tenerone Dolcissimo

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    Articolo meritorio, soprattutto perché riafferma quanto tutti sappiamo -senza per questo voler sminuire la dottrina del professor Giannuli- e cioè che, se si cerca la governabilità e stabilità dell’esecutivo, basta fare una repubblica presidenziale, senza rompere tanto e senza inventarsi ulteriori macchinosi fallimenti che puzzano tanto di truffa.

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  • leopoldo

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    dovremmo capire perché di istinto non piace il presidenzialismo

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  • gianfranco d'atri

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    So di essere ripetitivo. Ma mentre discutiamo di queste cose nobili, nei prossimi giorni vengono decise le cariche “pubbliche” non elettive. presidenti, amministratori di centinaia dia ziende pubblcihe che regoleranno – di fatto- l economia italiana nei prossimi anni.( ovviamente, piu quelli già scelti).
    nessuno sta intervenendo ( e purtroppo neppure 5stelle, impegnato nella “misurazione della febbre” delle europee).
    E banca d italia? Una conferenza stampa di due portavoce pentastellati e di adusbef (ex dipietrino Lannutti), mentre le banche incassano i 4mlde rotti in cambio dell’alienazione dell’oro.
    “ahi ,serva italia, di COLORI ostello .

    – Non è un refuso.

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  • davidem

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    C’è un’imprecisione storica che non cambia il ragionamento complessivo ma che merita forse di essere sottolineata. Rifondazione nel 1998 non faceva parte della “coalizione” di centro-sinistra ma appoggiava da esterna il governo dopo aver fatto il famoso accordo di “desistenza” nei collegi maggioritari. Val la pena ricordarlo perché fa parte sia del “ricatto” elettorale portato avanti da 20 anni in qua, che della progressiva scomparsa di forze di opposizione tradizionali. Non a caso era un modello simile alla proposta (post-elettorale) di Bersani ai 5stelle: appoggio esterno ad un governo altrui.

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