Aldo Giannuli
Steven Forti

Steven Forti

Steven Forti, ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa e presso il CEFID dell’Universitat Autònoma de Barcelona. Collabora in Italia e in Spagna con riviste di storia contemporanea (Spagna Contemporanea, Storicamente, E-Review, Segle XX, Historia, Trabajo y Sociedad) e con giornali e riviste di informazione (Il Corriere del Trentino, A. Rivista anarchica, Atlántica XXII, Galde, Directa). Da oltre tre anni è autore e speaker di Zibaldone, programma in italiano della barcellonese Radio Contrabanda (http://zibaldone.contrabanda.org) ed è il fondatore, insieme a Sergio Secondiano Sacchi, dell’associazione Cose di Amilcare, la “costola” catalana del Club Tenco di Sanremo (www.cosediamilcare.eu). Lo trovate su twitter come @StevenForti

Commenti (5)

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    Riccardo

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    Si tratta comunque nella totalità dei casi di iniziative nelle quali la pubblicazione su carta è residuale, o addirittura cessata come nel caso di Publico. Tutte vivono principalmente sul web, e le più note lo fanno anche attraverso banner pubblicitari, che in alcuni casi possono essere parecchio invadenti, e merchandising vario. Dal punto di vista delle pubblicazioni in digitale, la distanza fra le pubblicazioni italiane e iberiche, in termini di quantità, non è affatto grande, anzi. E neppure in termini di qualità, ma questo è un aspetto che l’articolo non tocca (sarebbe stato corretto ad esempio dire che Publico.es è ormai l’organo di Podemos), quindi meglio soprassedere. La mia opinione è comunque che la pluralità sia più garantita da un finanziamento pubblico anche minimo, che in Spagna non esiste.

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    leprechaun

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    Grazie per i preziosi link.
    Riguardo alla stampa di sinistra italiana, penso che per capire si debba partire da un’analisi sulla peculiarità della stampa italiana in generale, che si porta dietro dall’Unità d’Italia: la assenza di Editori. Oggi ne abbiamo per la verità uno, ma uno solo, e indovinate che è.
    Quando in Italia esistevano ancora dei giornalisti, alcuni di loro ne parlavano con preoccupazione. Nel dopoguerra, a questa disgrazia storica si è aggiunto lo Scalfaripensiero (quello per il quale le virgolette non indicano verbatim, ma qualunque cosa uno voglia) che ha di fatto ridotto tutta la Stampa italiana a stampa scandalistica.
    Ciò non ostante (anzi, proprio forse per questo) versa in gravi difficoltà economiche. Anche il Corriere non si porta bene, ma loro hanno Pantalone che paga … e pagherà sempre perché una testata fa sempre comodo.
    Difficile intraprendere qualsiasi iniziativa, quando tutto è dominato da un paradigma così forte, che definisce il significato stesso della parola “Stampa”.
    Nessuna “stampa di sinistra” (o “di destra”, o di quel che vi pare) può da sola “fare informazione”. Lei stessa ne è tagliata fuori, e può limitarsi solo ad una ristretta finestra, troppo poco per cambiare il modo col quale i lettori “guardano” la Stampa.
    A scrivere le cose come stanno, non si viene nemmeno capiti. Manca il contesto.

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    leopoldo

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    steven, hai anche una idea di come sono messi a destra? o sono sempre nel rimpianto di Franco ?

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  • Steven Forti

    Steven Forti

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    Leopoldo, c’è un bel mix tra pulsioni vetero-franchiste (più o meno esplicite) e mantra neoliberista applicato alla realtà spagnola. Ci sarebbe da scriverne: ma diciamo che a destra nell’ultimo triennio non è nato nulla di rilevante a livello di stampa e informazione. Si mantengono (perché ben finanziati…) i giornali in vita da tempo: dallo storico ABC (conservatore, monarchico) al ben consolidato El Mundo (vicino al PP, anti-socialista, pieno di “scoop” e di supposti scandali degli avversari politici), da La Razón (vicina alla destra del PP, integralista cattolico, ecc.) a La Gaceta e i mezzi affini come Libertad Digital, ecc. (estrema destra, ma dentro i margini del PP per intendersi)…

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    leopoldo

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    hola steven, mi sorgeva una curiosità: dato che Tsipras appena ha giurato è uscito e ha commemorato i partigiani greci caduti nella II° guerra mondiale, Matterella anche lui il giorno dopo l’elezione e prima del giuramento è andato alle fosse ardeatine, Iglesias se eletto[esperiamo in bene] che fa (?) va alla città di Guernica?-:D

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