Aldo Giannuli
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Commenti (11)

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    Aglieglie Bratsorf

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    Si vedrà nei prossimi giorni dove starà la Merkel e quindi la Germania. Ma secondo me si vede già che le intercettazioni e lo spionaggio hanno fornito agli USA qualche storiella imbarazzante per ricattare la kulona. Tutti in Europa sono ricattabili da parte dello spione ricattatore universale, anche i perfetti e austeri teteschi, non solo gli italiani baffi-neri-e-mandolino. Vero professore?

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    luigi

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    Caro Professore,
    un’ottima analisi che getta un pò di luce anche sui fatti dell’Ucraina. All’origine dei quali potrebbe esserci la motivazione di rompere i legami economici tra la Germania e la Russia e fermarne l’integrazione. Si comprende anche quanto abbia fatto male al nostro Berlusconi l’amicizia con Putin. Un filo potrebbe legare la seguente catena di eventi: caduta di Gheddafi (e annessi), caduta di Berlusconi e prossima caduta della Merkel ?

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    Alessandro

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    Ovviamente la posizione della Germania peserà pesantemente nella bilancia universale perchè trascinerà anche una parte significativa dell’Europa; ma quale sarà invece la posiziene dell’Italia vista la sua ambigua identità?

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    Massimo Copetti

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    A proposito del “nuovo bipolarismo fra Usa da un lato e Cina e Russia dall’altro”, che peso dare alla recente notizia della nascita della banca dei BRICS? Quale la reale portata politica dell’evento?

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    Cinico Senese

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    Si sta facendo dietrologia estrema. non vedo alcuna manina USA che spinge la culona a dimettersi nonostante il suo successo alle stelle. Ragioniamo con la testa da italioti, ‘che da noi i politici e la burocratia tutta si incolla alle sedie e non le molla fino alla mummificazione….ne abbiamo preclari esempi….
    E’ che negli altri stati “normali” è normale che i vertici della politica si dimettano dopo 2 massimo 3 mandati, per favorire il ricambio.
    Che gli USA stiano mettendo la zeppa antieurasia a cuneo per separare l’Europa dalla Russia, ci sta, ma non vedo come possa interferire in un paese serio di gente seria come i crucchi.

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    Germano Germani

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    La Germania è il cuore e il cervello dell’Europa da secoli; se il popolo tedesco subirà un altra “castrazione collettiva” come ha subito nel 1945, ancora una volta sarà il vecchio continente intero a pagarne le conseguenze e non solo la Germania.Che piaccia o no la Germania è l’ultima frontiera del vecchio continente. Altrimenti è la nostra fine meritata e giusta, visto che la porcilaia occidentale, che nel corso dei secoli ha contratto tutte le malattie possibili e immaginabili(quali il cristianesimo, la democrazia, il marxismo ecc.ecc) ha meritato ampiamente di sparire dalla carta geografica, assieme ai decrepiti popoli che abitano il vecchio continente.Deutschland erwache!

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    marco t

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    “Ma la Germania da quale parte deciderà di stare?”
    Ha già deciso: dalla parte degli USA. Il gesto di cacciare il reponsabile CIA in Germania per via delle intercettazioni ai danni della Merkel è solo una formalità per difendere l’orgoglio nazionale di fronte all’opinione pubblica tedesca, ma niente più. L’adesione della Germania alla NATO e la linea geopolitica anti-russa non sono affatto in discussione. E non peseranno i rapporti economici stretti tra Russia e Germania maturati negli ultimi 20 anni: qualsiasi cancelliere tedesco teme molto di più le ritorsioni americane in caso di “disobbedienza” rispetto ad i possibili danni economici derivanti da nuove sanzioni UE contro la Russia stessa.
    Saluti,
    Marco

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    Giovanni

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    La Germania sta da una parte: la sua!

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    mezzo pensante

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    ci sono degli autentici fenomeni che postano qua sopra alle volte.

    meno male che hanno il tempo di passare fra gente poco seria nei porcili per dispensare i loro consigli.

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    Giovanni Talpone

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    Premetto che condivido completamente, nella sostanza e nella forma, la lettera di Aldo Giannuli. Facile previsione che non riceverà mai risposta o che, se ne riceverà una, sarà tale che “par dileggio alla domanda”, come dice
    il Poeta. Detto questo, c’è da chiedersi come mai il sostanziale svuotamento della Costituzione trovi un’opposizione così debole. A parte situazioni di circostanza (contemporaneo indebolimento degli altri partiti per varie ragioni, un Presidente che interpreta il suo ruolo in modo non commentabile), a mio parere siamo di fronte a una convinzione di fondo che si è fatta strada nella grande borghesia neoliberista: è troppo facile per corporazioni e lobby, e persino
    per la residua forza del movimento dei lavoratori, utilizzare le garanzie costituzionali attuali per ritardare sine die qualsiasi intervento neoliberista duro e incisivo. E’ per questo che hanno accettato l’agenda del governo Renzi di anteporre il forte indebolimento dell’equilibrio fra i poteri (il “checks and balances” degli anglosassoni) ai pur urgenti provvedimenti nel campo dell’economia e dell’efficenza dello Stato: è meglio una guerra preventiva, tutta giocata in attacco in un momento politicamente favorevole, che affrontare un’eterna guerriglia politica e parlamentare.
    Se questa interpretazione ha senso, e può spiegare l’attuale forza del governo Renzi, rimane però il fatto che, anche così, la pezza rischia di essere peggiore del buco. Infatti,
    la proposta dell’onorevole Boschi dà ulteriore forza alle Regioni, che come campo d’azione di corporazioni e lobby non scherzano certo, e che in più sono anche aiutate da una certa irresponsabilità fiscale e da una minore attenzione mediatica. Se hanno ragione i commentatori che imputano alla cattiva realizzazione dell’istituto regionale una delle cause principali del dissesto dei conti statali, e se la proposta Boschi non verrà emendata in modo sostanziale, è possibile che qualcuno faccia due conti e che l’ex
    sindaco di Firenze termini la sua carriera politica esattamente nei termini temporali indicati a suo tempo dalla simpatica Rosi Bindi.

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