Articoli taggati ‘crisi euro’
mercoledì, 1 febbraio 2012
Mettiamola così: gli americani non sono interessati ad abbattere l’Europa, anzi, sono interessati al contrario, i cinesi ed i russi lo sono meno che meno, i giapponesi hanno le loro grane, eppure all’improvviso i titoli europei hanno iniziato a ballare la tarantella e le agenzie di rating (che, come è noto, sono osservatori del tutto disinteressati) hanno dovuto –con grande dispiacere- declassare quei titoli per seguire le tendenze di milioni di piccoli investitori che, tutti insieme ed all’improvviso, si sono accorti delle fragilità del debito europeo e lo hanno fatto sistematicamente, come da manuale: prima Grecia, poi Portogallo, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Austria, Finlandia. E’ il mercato bellezza!
O se preferite, è tutto un complotto dell’Isola di Man che vuole imporre la “Sterlina di Man” al resto d’Europa.
Va bene così? C’è qualcuno che è disposto a credere a queste spiegazioni?
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Tag: agenzie di rating, aldo giannuli, crisi euro, crisi finanziaria, crollo euro, dollaro, euro, europa, franco acanfora, lamberto aliberti, obama, speculazione finanziaria, usa Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 35 Commenti »
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lunedì, 23 gennaio 2012
Mario il Grigio ha assicurato che, con le sue liberalizzazioni, ha sconfitto i “poteri forti”, libererà gli italiani dalle tasse occulte e (udite, udite!) il Pil italiano, nei “prossimi anni aumenterà del 10%. Queste non sono dichiarazioni; questi sono i fuochi d’artificio della notte di Capodanno! Vediamo.
a- così apprendiamo che i “poter forti” in questo paese sono taxisti, farmacisti, avvocati e via di questo passo. Noi credevamo che i “poteri forti” fossero le banche, le multinazionali, il Vaticano, la Nato e invece… d’ora in poi, quando prendete un taxi o entrate in farmacia fatelo con circospezione: avete a che fare con un uomo dei poteri forti!
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Tag: aldo giannuli, avvocati, crescita italia, crisi euro, crisi finanziaria, crollo euro, economia italia, euro, germania, liberalizzazioni, manovra del governo, mario monti, pareggio di bilancio, paul krugman, pressione fiscale, tasse, taxi Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 54 Commenti »
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lunedì, 9 gennaio 2012
Non stupitevi: devo proprio congratularmi con il senatore Monti. Non per la manovra economica (per carità!), che è un disastro: botte da orbi a ceti popolari e medi, diminuzione delle garanzie sociali, grandinata di tasse su immobili e consumi. E tutto senza nessun risultato, nè vicino nè lontano: lo spread continua ad impazzare, il rischio di fare default è intatto, perchè non si sa come sostenere interessi al 7% su un debito arrivato al 120% del Pil, ripresa economica sempre meno vicina e credibilità internazionale al punto di prima: zero. Sotto questo aspetto va detto che il bilancio non potrebbe essere peggiore: avevamo chiamato San Giorgio per abbattere il Drago e il Drago continua a farla da padrone senza neanche filarsi San Giorgio. Dunque non è per questo che ci congratuliamo.
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Tag: berlusconi, crisi euro, crisi italia, defautl europa, economia europea, euro, germania, governo tecnico, mario monti, merkel, napolitano, rischio default italia Pubblicato in Le analisi, diario politico | 47 Commenti »
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giovedì, 22 dicembre 2011
Ogni tanto vale la pena di fare due conti facili facili, come la signora Maria di Voghera, quando, a fine giornata, fa i conti della spessa e vede quanto resta in cassa per il resto del mese.
Ed allora: nell’anno prossimo, fra titoli sovrani, obbligazioni di enti pubblici minori, corporate bond (debiti d’impresa), obbligazioni bancarie, scadono titoli per 11.000.000.000.000 (undicimila miliardi) di dollari. Faccio grazia degli spiccioli. Ve l’ho scritto con tutti i 12 zeri per farvi apprezzare la cifra in tutta la sua imponenza: si tratta di poco meno di un sesto del Pil mondiale e di circa l’11% dell’intero debito mondiale. Come dire che, se ogni anno avessimo scadenze di questa entità, in nove anni dovremmo rinnovare l’intero debito mondiale, compresi i titoli ultraventennali. E, per di più, nei due anni seguenti, le scadenze saranno solo di poco inferiori.
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Tag: 2012, 2012 la grande crisi, aldo giannuli, bce, brasile, bush, cina, crisi del debito, crisi euro, crisi europa, crisi finanziaria, euro, finanza, guerra finanziaria, junk bond, jurgen stark, mario draghi, mutui sub prime, neoliberismo, obama, paesi emergenti, pil mondiale, rischio default, russia, titoli spazzatura, unione europea Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 27 Commenti »
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lunedì, 19 dicembre 2011
Cappuccino, brioche e intelligence n°33
Spigolando sui giornali delle ultime due settimane:
1- L’università militare tedesca ha approntato un piano per il caso in cui la Germania dovesse decidere un repentino passaggio dall’Euro ad altra moneta (il Marco? il Neuro?). Si sa che gli stati maggiori militari -e le loro accademie- spesso elaborano piani teorici con l’augurio di non doverli mai mettere in pratica e che, nella grandissima maggioranza dei casi (per fortuna) restano sulla carta. Dunque, anche questo potrebbe essere (e ce lo auguriamo) uno di quei piani. Però la notizia merita di essere commentata per due ottime ragioni: primo, perchè la semplice notizia dell’apprestamento di un piano del genere ha in sè un notevole potere di dissuasione nei confronti dei riottosi alleati europei, destinato a pensare nelle trattative in corso. Ed il semplice fatto che essa sia stata fatta filtrare fa pensare esattamente questo.
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Tag: aldo giannuli, astuto leader, caro leader, cina, congresso partito comunista cinese, corea del nord, corea del sud, crisi del debito, crisi euro, euro, germania fuori dall'euro, hu jintao, jiang zemin, kim il jong, kim il sung, kim un jong, medio oriente, obama, partito comunista cinese, rischio default, siria, turchia, usa, venti di guerra, wen jiabao Pubblicato in Le analisi, cappuccino, brioche e intelligence | 28 Commenti »
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venerdì, 9 dicembre 2011
Fra gli addetti ai lavori, il 9 dicembre era una sorta di “giorno del giudizio universale” che ci avrebbe detto se l’Euro sopravviverà o no. I resoconti sull’esito possiamo sintetizzarli così: <<La riunione è terminata e l’accordo c’è, ma non completo; è parziale e non unanime, cioè quasi unanime (manca solo l’Inghilterra) però dobbiamo prevedere che la Grecia è destinata ad uscire. E l’accordo non è immediato, perchè poi lo definiamo a marzo. Più che altro è la premessa di un accordo che c’è, ma forse non c’è. Però può migliorare, se non peggiora. >>
Ci avete capito nulla?
Veniamo ai dati di fatto.
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Tag: accordo europa, bce, crisi euro, crisi italia, crollo europa, crollo grecia, crollo italia, efsf, esm, euro, eurobond, europa fiscale, inghilterra, mario draghi, mario monti, rischio defualt, romano prodi, sovranità europa Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 42 Commenti »
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lunedì, 28 novembre 2011
La mia ipotesi di una prossima uscita della Germania dall’Euro ha trovato increduli alcuni lettori di questo blog, che hanno creduto di leggervi un eccesso di immaginazione da parte mia. Per la verità, non ho immaginato niente e il graduale allontanamento della Germania dai suoi partner europei è un fatto osservato da tempo da diversi commentatori, così come l’ipotesi di sdoppiamento dell’Euro caldeggiata anche da economisti italiani come Luigi Zingales. Dunque, non ho il merito di aver “scoperto” questa tendenza. Il punto è quello di capire dove può portarci.
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Tag: aldo giannuli, alexandr rahr, caduta euro, cina, crisi euro, crollo europa, esportazioni germania, germania, gran bretagna, limes 4 2011, neuro, northstream, rischio default europa, russia, seuro, southstream, speculazione finanziaria Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 32 Commenti »
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lunedì, 24 maggio 2010
Come ci si ricorderà, due settimane or sono, la Bce ed i paesi aderenti alla Ue vararono una manovra che avrebbe dovuto stroncare la manovra speculativa sull’Euro, ridandogli valore sui mercati internazionali: 700 miliardi per sostenere i titoli dei paesi in difficoltà (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e forse Italia). L’euforia dei mercati durò esattamente un giorno, lunedì 10 maggio, con un rialzo di circa 11 punti. Dal giorno seguente le borse europee ripresero l’andamento al ribasso e, con esse, anche la parità euro-dollaro riprese la parabola discendente. Nel linguaggio tecnico, si era trattato del classico “salto del gatto morto” (“gettato da adeguata altezza, anche un gatto morto rimbalza” secondo l’espressione dell’economista di Singapore che l’ha coniata).
A distanza di due settimane, la manovra sembra aver avuto il solo effetto di rallentare ma non annullare la discesa dell’euro ed oggi, 23 maggio, il “Sole 24 ore” titola: “Il dollaro si prende la rivincita. Le difficoltà dell’euro rilanciano il ruolo di valuta globale della divisa americana”.
Ma va! E chi se lo aspettava?!
Allora, come mai la manovra non ha funzionato?
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lunedì, 10 maggio 2010
A quanto pare avevamo visto giusto nell’articolo precedente: il terremoto ateniese non era casuale ma parte di una guerra monetaria contro l’Euro condotta dagli Usa. Uno degli strumenti di punta di questa guerra sono state le agenzie di rating che hanno declassato i titoli di Grecia, Spagna e Portogallo e, con una semplice frasetta buttata lì, hanno fatto ballare la rumba a tutto il sistema bancario italiano.
Lasciamo perdere se e quanto queste valutazioni di Moody’s, Standard & Poors o Fitch Rating siano fondate (ne parleremo in altra occasione), quello che colpisce è che, ancora oggi, dopo i disastri combinati sulle banche americane (vi ricordare le “tre A” accordare alla Lehman Brothers sino all’antevigilia del fallimento?), esse continuano ad avere una influenza enorme sui mercati finanziari.
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Tag: agenzie di rating, aldo giannuli, banca centrale europea, crisi economica, crisi euro, guerra del rating, iper capitalismo finanziario, moody's, standard & poors, unione europea, usa Pubblicato in Le analisi | 9 Commenti »
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