Aldo Giannuli
Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti, già Ceo della Maspa Italia, società leader nella system dynamics, è da sempre impegnato anche nel campo della formazione. Da alcuni anni coordina il gruppo Dext,Designing Models for Economics and Politics.

Commenti (7)

  • benito

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    chiedo scusa per la mia ignoranza, ma quali sarebbero alla fine le conclusioni di questa accurata analisi? Che nonostante le previsioni ufficiali al ribasso le cose per la popolazione mondiale vanno nel complesso meglio? ho capito bene?
    Se e’ cosi’ allora che dire della disoccupazione, dell’assottigliamento della classe media, del progressivo smantellamento del welfare?

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      segue la seconda puntata

  • Giovanni Talpone

    |

    Molto interessante. Da non-economista, autorizzato quindi a dire sciocchezze di qualsiasi dimensione, osservo che un motore essenziale dello sviluppo è la visione del mondo “tipica” degli imprenditori. Con la lira, potevano pensare che svalutazione competitiva e inflazione avrebbero messo molte pezze alle loro toppate, e quindi si fidavano ad investire. Con l’euro, quegli imprenditori stanno alla finestra perchè percepiscono un rischio maggiore (con ovvio effetto cumulativo delle singole decisioni). Da noi, è sempre stato molto più raro l’imprenditore che basa la propria fiducia sull’eccellenza organizzativa e tecnologica (tipico invece degli imprenditori tedeschi, giustamente nemici dell’inflazione). I giovani imprenditori italiani devono assumere la mentalità dei colleghi tedeschi, senza lasciarsi incantare dai demagoghi dell’uscita dall’euro. Se poi questi nuovi imprenditori fossero a capo di aziende pubbliche, e non private… ma so che sto sognando.

  • Paolo Selmi

    |

    Grazie mille per il prezioso contributo. Attendo i successivi capitoli di analisi. In particolare,sarebbe interessante evidenziare la composizione di quel pil mondiale dal secondo dopoguerra a oggi, laddove il peso specifico dell’ Occidente tende a diminuire, quello del blocco sovietico a crollare. Altro capitolo, interamente dedicato al Belpaese, potrebbe simulare i diversi scenari che si creerebbero facendo interagire, a livello macroeconomico, settore privato e un settore pubblico conscio non solo del suo ruolo di indirizzo, ma anche in qualche misura di gestore e responsabile del buon esito di linee generali di piano. Simulando diversi gradi di interazione, e contestualizzando quindi i risultati e affiancandoli ad altri analoghi secondo criteri rigorosi di economia comparata, secondo me emergerebbero conclusioni interessanti. Un caro saluto e grazie ancora.

  • Gaz

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    Oh Prode Berlusco dei Monti, non eLetta ereditasti Renzie.
    Vote George for King.

  • Roberto B.

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    Grazie davvero, a lei Aliberti ed al prof.
    Aspetto con vero interesse la seconda parte.

  • Gaz

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    Off Topics
    “I mercati non hanno coscienza, non hanno morale, non sanno distinguere tra cio’ che e’ giusto e cio’ che non lo e se li lasciamo agire come meccanismo operativo della societa’, tratterano anche la vita umana come una merce. E questo non puo’ essere accettabile”.
    “La forza del libero mercato in un’economia globale e’ fuori discussione. Nessuno di noi puo’ frenare o alterare il funzionamento dei mercati e non credo neppure sia auspicabile”, “questo campo aperto e’ la garanzia per tutti di combattere ad armi pari. E’ l’unica strada per avere accesso a cose che non abbiamo mai avuto prima. Ma l’efficienza non e’ – e non puo’ essere – l’unico elemento che regola la vita. C’e’ un limite oltre il quale il profitto diventa avidita’ e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza”. “C’e’ una realta la’ fuori che non deve essere trascurata”, “dobbiamo tutti capire che non ci potranno mai essere mercati razionali, crescita e benessere economico se una gran parte della nostra societa’ non ha nulla da contrattare se non la propria vita. Il perseguimento del mero profitto, scevro da responsabilita’ morale, non ci priva solo della nostra umanita’, ma mette a repentaglio anche la nostra prosperita’ a lungo termine. Per questo sono convinto che ci troviamo ad un bivio cruciale”. “Creare le condizioni per un cambiamento virtuoso e’ la vera sfida del nostro tempo”, “per ricostruire economie efficienti ed eque, separate ma interconnese. Per promuovere la globalizzazione che sia davvero al servizio dell’umanita’”. Sergio Marchionne, fonte AGI.

    Gli ectoplasmi di Valletta, Agnelli, Lama, Keynes hanno assalito l’uomo col maglione ?
    Ha litigato con lo spirito di von Mises?
    Diamogli più soldi, -inclusi aiutini di stato- !
    Si vis pax, para c ….

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