Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (21)

  • victorserge

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    domanda: chi è il nostro nemico?
    la russia e assad, o l’isis?

    qui si piange la morte di 130 persone a parigi mentre il nostro alleato turco ne foraggia l’apparato militare?

    ridomando: ma noi da che parte dovremmo stare?
    dalla parte della nato(turchia)-isis, oppure dalla parte chi combatte contro l’isis che ha ucciso proditoriamente 130 persone a parigi?

    altra cosa: ma i russi hanno o no violato lo spazio aereo turco; e se sì era il caso di abbatterlo?
    e i russi avevano qualche ragione militare di invadere il cielo turco e farsi abbattere, sapendo che comunque non avrebbero esercitato alcuna ritorsione?

    aspetto risposte, se ci sono.

    cordialmente

    victor serge

    • Herr Lampe

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      Non sono un esperto ma mi è capitato di ascoltare l’ex generale Tricarico a Rainews24, che in sostanza ha detto: gli sconfinamenti negli spazi aerei sono un fatto assolutamente frequente, che può accadere per le più diverse ragioni, spesso involontarie. La Turchia quindi, anche se stesse presentando una ricostruzione corretta dell’evento, avrebbe torto perché avrebbe violato i protocolli Nato, che vietano di abbattere un aereo a meno che non si sia sotto attacco.
      Tricarico si ferma qui.

      Aggiungerei una domanda: perché Obama si è sbilanciato in favore dei turchi in modo tanto smaccato, stante che la loro responsabilità è del tutto evidente?

      • simone

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        Gli sconfinamenti dei bombardieri russi si stanno producendo continuamente, dato che la zona in cui stanno operando è molto vicina al confine con la Turchia. Il problema è che in quella zona non c’è l’Isis ma bensí ribelli “anti Assad” che per i russi sono un problema ma che per Ankara sono alleati nella lotta contro il regime di Damasco.
        E´ vero che i russi hanno violato lo spazio aereo turco ma è altrettanto vero che si trattava di sconfinamenti della durata di pochi secondi che non rappresentavano nessun pericolo per la Turchia.
        Il Sukhoi-24 è stato abbattuto perchè bombardava gli amici di Erdogan, la rotta del caccia è stata una semplice scusa.

        • benito

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          @ Simone

          ‘… Il problema è che in quella zona non c’è l’Isis ma bensí ribelli…”
          e chi sarebbero questi ribelli? degli islamici moderati?
          Siamo proprio sicuri che non siano affiliati con Daesh?

          • simone

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            Sì,sì….quello che voglio dire è che l’idea di abbattere un caccia russo era premeditata e che la violazione dello spazio aereo non è altro che un pretesto. Credo che le sfumature siano importanti, per noi (qui a casa davanti al pc) un gruppo guerrigliero o l’altro sono facili da confondere ma per Erdogan il fatto che i russi bombardino i turcomanni è ungrosso problema; stato islamico o no Ankara vuole spazzar via Assad, premessa necessaria allo sviluppo del progetto ‘grande Turchia’ ma se Mosca gliele da di santa ragione a tutti la cosa si fa grama.(x loro)

  • Zerco

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    Giannuli, nelle sue pur meticolose e pertinenti analisi, continua però a considerare l’Isis alla stregua di un soggetto statale riconosciuto. Dimentica che quello doveva essere il Consiglio Nazionale Siriano, “l’unico rappresentante legittimo del popolo siriano” come l’avevano definito i governi occidentali (NATO) e compagni di merende del Golfo riuniti negli “amici della Siria” fin dal 2011 e con il perno dei Fratelli Musulmani, freschi protagonisti delle “primavere arabe” di marca NATO-CCG. Questa infatti doveva essere l’applicazione siriana dello schema libico, come disse l’allora segretario generale della NATO Fogh Rasmussen (lo cito: «l’intervento in Libia è un modello perfetto ed efficace, pronto per essere applicato in altri contesti»). Lo schema “amici di…”, con il suo ESL (Esercito Libero Siriano) è andato a farsi benedire ben presto per le liti interne e perché il governo siriano (che non è una dittatura alawita) e l’esercito siriano (che è all’80% sunnita, non alawita, altra imprecisione di Giannuli, ma non è colpa sua) hanno resistito e infine perché, nel settembre del 2013, Putin ha scongiurato l’attacco militare di Obama a seguito del falso pretesto delle armi chimiche.
    A quel punto, siamo nel 2014, è arrivato l’Isis, costruito a bella posta per essere riferimento unitario della propaganda e politica di aggressione dell’Occcidente alla Siria e all’Iraq. Ma l’Isis non è “il soggetto” della rivolta siriana, è solamente l’ultimo “biglietto da visita” della lotta al terrore (cioè guerra di aggressione al medio oriente) iniziata nel 2001. Rispetto agli altri gruppi di terroristi che si trovano in Siria e in Medio Oriente – Nord Africa ha il “pregio” di ricevere più soldi e di avere più supporto mediatico dal network di stati e potentati che ha aggredito la Siria.
    Lo dimostra proprio Erdogan nella sua ultima penosa giustificazione dell’abbattimento del Sukhoi russo: “dobbiamo difendere i nostri fratelli Turcomanni”.
    Chi sono ‘sti Turcomanni? Sono una minoranza riconosciuta? Sono una minoranza autodichiarata? Sono ribelli buoni o cattivi? Sono siriani o turchi? Da che parte stanno? Da dove vengono? Chi li arma? Cosa vogliono? Sono “amici della Siria” o amici solo di Erdogan? Sono “democratici” (USA)? Sono jihadisti?
    Evidentemente la sigla dell’ISIS, che fa tanto comodo ai governi occidentali per muovere le truppe e farsi finanziare le spese militari in deroga ai vincoli di bilancio, non riesce a coprire proprio tutto.
    Questo errore dell’ottimo Giannuli è perfettamente scusabile, perché l’esigenza di “riconoscere l’Isis” come soggetto statale era (ed è ancora in parte) un cavallo di battaglia di molti opinionisti e analisti “maitres à penser” della stampa italiana; un’idea perfettamente strumentale al progetto di spartizione del Medio Oriente elaborato dai think tank statunitensi e sionisti (detto piano Yinon), che ha intossicato la visione sui fatti siriani e mediorientali.
    A turno tutti i principali cervelloni del pensiero democratico-oligarchico-atlantista, da Paolo Mieli fino a Lucio Caracciolo si sono spesi per dare al “califfato” dignità statale.
    Ricordo anche un'”analisi” sbalorditiva di Lorenzo Trombetta (corrispondente dell’Ansa per gli “Amici della Siria” e ESL) su Limes che diceva che gli uomini dell’Isis amministravano bene le zone conquistate, perciò quella dell’Isis non era un’esperienza da distruggere alla leggera!
    Veda un po’ lei…

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      chiedo scusa , ma quando mai ho detto che l’Isis è uno stato ricponosciuto o da rIcopnoscere?

      • Zerco

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        non ho scritto “G. considera l’Isis un soggetto statale” ma “tratta alla stregua di”

        • Zerco

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          ooopss… vedo adesso che ho scritto “considera alla stregua di…” e non “tratta” (che era meglio) beh, quello che dà la sfumatura è la “stregua”

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          e da che lo deduci scusa?

          • Zerco

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            lo deduco da questo e da altri articoli scritti in precedenza nei quali vengono individuati gli attori in gioco: la Siria, la Turchia, la Russia, l’Arabia Saudita… il Califfato (o Isis). Siamo d’accordo che per dare una panoramica dei fatti è necessario semplificare, ma è proprio questa semplificazione, questa reductio ad unum della guerra siriana e delle forze in gioco che è fuorviante.
            Tu lo fai (e lo fai, su questo argomento) per mantenere la tua chiarezza di esposizione: ci mancherebbe altro, ti leggo da troppo tempo per non cogliere il tuo pensiero e la tua onestà intellettuale, ma ci sono tanti altri ai quali questa stessa reductio ad unum (da Mieli a Mauro a Bernard Henri-Levy per citare solo i più infidi) serve per inquinare e per giustificare scelte politiche inconfessabili, se non per motivare progetti di ridefinizione distruttiva del mondo (vedi piano Yinon, PNAC, NWO, ecc…)

          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            mai sentito parlare di Stati di fatto? Non sono riconosciuti e non è detto che lo saranno, ma esistono

  • Anna

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    “La Russia punta ad un equilibrio mondiale a tre con se stessa al centro fra Usa e Cina”.

    E’ meglio di gran lunga un equilibrio multipolare piuttosto che unipolare. La storia degli ultimi 15/20 anni, con una sola potenza militare che faceva il bello e cattivo tempo, lo dimostra.
    Quindi, visto che i nostri “alleati” fino ad ora hanno pensato solo ai loro sporchi comodi ed intrighi rendendo il mediterraneo ed il medio oriente una polveriera, ben vengano altri soggetti che potrebbero fungere da equilibratori e questo senza voler fare il tifo per l’uno o per l’altro.

    Perché io se proprio dovessi tifare lo farei per il disarmo completo.

    • Caruto

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      Negri e’ uno dei maggiori esperti di Medio-Oriente, conviene leggerlo sempre.

      Ieri (25.11.2015) a Otto e Mezzo ha duettato con D’Alema, offrendogli su un piatto d’argento la possibilita’ di presentarsi come potenziale mediatore sul caso libico, visto il disastro del diplomatico ONU scappato con un contratto da 50 mila dollari al mese pagati dall’Arabia Saudita.

      Dall’articolo di Negri si capisce quanto la situazione sia intricata e quanto sarebbero da sculacciare pesantemente tutti quelli che in televisione o sui giornali si presentano con verita’ apodittiche.

  • leopoldo

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    se qualcuno, tipo i russi, raggiungessero un accordo coi sunniti baathisti che sono poi quelli che hanno organizzato militarmente il casino, i turchi se la vedrebbero veramente male (-:principalmente per quel paio di bombe sui manifestanti la settimana prima delle elezioni

  • mirko g. s.

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    Prof. le faccio questa domanda in quanto sinceramente non mi è molto chiaro se l’ISIS abbia o meno troncato i rapporti cogli USA. Vedendo che non hanno mai neppure a parole cercato di colpire Israele nè si sono mai azzardati a quanto mi consta di intaccare gli interessi USA e vedendo che gli Stati Uniti avrebbero ben potuto colpirli nel vivo (alludo alle storie sulle carovane e gli oleodotti strumenti di commercio del califfato mai colpiti o bombardati) ma non l’hanno mai fatto mi viene il sospetto che in realtà gli americani abbiano ancora rapporti in essere con questi criminali che a quanto si dice sono quanto mai eterogenei avendo nelle proprie fila fuoriusciti di tutte le guerriglie finanziate dagli USA. Inoltre gli USA hanno finanziato i ribelli contro Assad, non hanno mai riportato all’ordine l’alleato turco ma al contrario lo spalleggiano e l’ISIS è nata proprio in funzione anti-Assad… la Giordania aveva annunciato la guerra al califfato dopo il vile assassinio di un proprio pilota e non si sono mossi e l’Arabia Saudita continua ad essere un Paese arabo “moderato” malgrado sia l’esatto contrario… sono ambedue Stati vicini agli USA. Insomma a me sembra che gli americani e chi è solidale con loro si astengano da ogni azione contro il califfato e quest’ultimo evita di colpire i loro interessi almeno in misura palese. Non è che gli Stati Uniti in realtà stiano nel pieno degli aiuti al califfato mentre dicono sia una creatura sfuggita al loro controllo?

  • Gaz

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    Tayyip, mezzo democristiano, mezzo amico di Silvio, mezzo amico di Putin, mezzo amico di Israele, mezzo amico di Obama, mezzo amico dei Saud … vuole fare il domatore di leoni selvaggi, ma deve essera attento non ad essere predatore, quanto preda.

  • andrea z.

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    Putin aveva distrutto con i suoi raid aerei il traffico di petrolio dell’ISIS che portava ingenti guadagni agli stati della cosiddetta “coalizione anti ISIS” e ad alcuni membri influenti dell’elite come il figlio di Erdogan; quindi era logico aspettarsi una vendetta.
    Ma questo abbattimento è servito anche a colpire il mito dell’invincibilità russa nella guerra siriana.
    I bombardamenti missilistici mirati dal Mar Caspio, i successi dell’aviazione russa e dell’esercito di Assad addestrato dai russi avevano creato una certa inquietudine tra i vertici NATO e gli alleati degli americani.
    Il fatto che un F-16 distrugga un Sukhoi serve a dimostrare che questi russi non sono poi così invulnerabili e a rassicurare gli alleati sulla superiorità della tecnologia militare americana.

    • MIchele

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      …DUE f16, velivoli dalle spiccate dote di caccia intercettori, contro UN su24, bombardiere paragonabile al tornado… non ci è dato di sapere, dal tuo commento, il tipo di supporto e di copertura offerto dai russi nè se (ma ragionevolmente credo di no, interpretando le parole di Putin che parlato di “pugnalata alla schiena”) essi si aspettassero un attacco del genere : la cosa può fare la differenza e il fatto che minaccino di o stiano per dispiegare determinate attrezzature di contromisura lo può testimoniare. Se hai qualche dettaglio in più ti invito a condividerlo :può essere interessante.
      Grazie!

  • andrea z.

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    Il bombardiere russo non era scortato dai caccia, perchè dopo l’incontro con Obama, Putin aveva avuto rassicurazioni sulla partecipazione dei Paesi NATO all’alleanza anti ISIS.
    Strano che Putin si sia fidato, pur sapendo che l’ISIS è una creazione occidentale e degli Stati sunniti, la cui funzione è proteggere i confini israeliani e disarticolare gli alleati dell’Iran sciita.
    La cosiddetta “guerra all’ISIS” è tutta una bufala, creata ad uso e consumo delle masse; per una volta Putin ha dato credito alle favole americane e adesso starà rimuginando sulla sua ingenuità.

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