Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (25)

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    Gaz

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    Esegesi del Giannulianum: la Germania é uno stato fallito, solo che non ha portato i libri in tribunale e gode tutt’ora di buona stampa nel nord Europa.

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    Mirko

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    Al solito, articolo chiarissimo e pieno di spunti interessanti.
    In generale sono molto d’accordo..
    Eppure, non c’è nessuna possibilità di corruzione/costrizione (magari minacce) verso Tsipras e compagni?
    Voglio dire, qui si considera l’opzione mediocrità, ma lei non assegnerebbe neanche una piccola percentuale alla possibilità che ci siano state pressioni forti (sia in forma di minacce che di tentativi di corruzione) sulla brigata Tsipras?

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      leopoldo

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      “.. corruzione/costrizione (magari minacce) v…” credo che nell’articolo siano tradotte come strategia politica. Nel caso in specifico costrizione da posizioni di forza )-:

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    benito

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    questo articolo non fa’ una piega.
    Io pero’ concederei a Tzipras un attenuante solo per il punto a) ovvero
    ” la ricerca di alleati interni alla Ue e segnatamente verso i paesi indebitati come la Grecia (Portogallo, Cipro, Italia, Spagna)”
    c’e’ da dire che dopo la sua elezione Tzipras si e’ fatto un giro nel sud europa, ma cosa poteva raccogliere in quei paesi visti i loro governanti ?

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    andrea

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    può essere che il punto B da lei citato sia stato contenuto volutamente su considerazioni di sicurezza nazionale,aprire un conflitto anche su quella sponda avrebbe potuto scatenare il caos.

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    M

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    Gentile Professore, riprendo un Suo passaggio: “Sicuramente Bce e tedeschi avevano fatto le loro simulazioni che tenevano ben coperte, era interesse dei greci scoprire il gioco e presentarne di proprie.” Così è stato, i cinque mesi (Febbraio-Giugno) sono serviti proprio a fare le simulazioni, e quelle presentate segretamente da alcuni greci ad alcuni tedeschi sono anche piaciute in quanto permetterebbero una via di uscita ad entrambe le parti, fino ad oggi costrette a litigare dal “lor signori”, i veri padroni del tavolo.
    “Se anche i greci si fossero dotati di questi strumenti, il negoziato sarebbe stato più equilibrato e le sparate terroristiche dei tedeschi avrebbero avuto effetti molto più ridotti.” Le sparate ci sono state da entrambe le parti (vedi 61% al referendum e maggioranza allargata in parlamento ad Atene, salvo la finta di Varoufakis) per rassicurare i padroni del tavolo che la cosiddetta litigata proseguirà per altri tre anni, senza che essi, i padroni, se ne debbano occupare più di tanto. Nel frattempo però sul territorio greco si inizia una sperimentazione a cui tutti i sudditi e ex-sudditi di lor signori sono molto interessati, vale a dire greci, tedeschi, russi e cinesi. Questi ultimi addirittura si preparano a sperimentarla anche a casa loro: non è un caso che stia tremando il mercato finanziario di Shanghai e che a farlo tremare sia proprio la nomenclatura di Pechino.

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    Gimo

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    Sottopongono alla vostra attenzione questo articolo. Potrebbe risultare illuminante (se veritiero) circa lo sviluppo delle cose. E confermare un mio sospetto: che in tutto questo il vero player fosse la Germania interessata ad alzare la posta di una partita coperta con gli USA. Quale potesse essere non so (annullare il TTIP? che, ricordiamolo, è essenzialmente sconosciuto nella sua sostanza), avere un maggiore “spazio vitale” commerciale (triste ricorso storico)? Sia come sia io credo la Germania l’abbia ottenuto.
    https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/20/le-strade-di-atene-saranno-occupate-dai-carri-armati/

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    Roberto B.

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    Perfetto e, almeno per me, anche istruttivo.
    Ma c’è un ma, anzi due:
    1) manca un accenno al ruolo svolto dietro le quinte dal convitato di pietra, invisibile ma ben presente e minaccioso al tavolo delle trattative: gli USA e la loro politica imperialista, sostenuta dal loro braccio armato – la Nato;
    2) la grande Finanza e i grandi gruppi economici, in grado di condizionare non solo l’Europa, ma anche tutti gli altri (Cina, Russia, India, ecc.).
    Questo non diminuisce di un ette la pochezza di Tsipras e Varoufakis, ma se non si allarga il discorso a questi due fattori determinanti, il tutto si riduce ad una guerra tra poveri (di idee e di spirito, oltre che di soldi nel caso greco).
    Bisogna avere prospettiva e pazienza di attendere che avvenga quello che deve avvenire: l’implosione del sistema economico mondiale basato sulla Finanza.
    Certo se si potesse governare la transizione verso un nuovo ordine di priorità, con il ritorno alla centralità del lavoro e dell’economia reale, la botta sarebbe molto meno dolorosa.
    Ma chi potrebbe (e vorrebbe) assumerne la guida? L’Europa, se fosse quello che gli idealisti padri fondatori auspicavano e speravano; purtroppo si è rivelata solo una promessa mancata.
    Di chi è la colpa? Di tutti, cioè di nessuno, e pensare di cavarsela crocifiggendo i greci, o i tedeschi, è un’altra illusione.
    P.S.: è da parecchio ormai che continua prepotentemente ad affacciarsi alla mia mente la storia della Torre di Babele. Che avesse ragione la Bibbia, ancora una volta?

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    alessandro smerilli

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    Professore, lei si ostina a chiamare l’ex ministro greco dell’economia “Vanufakis” invece che Varufakis . E’ un atteggiamento voluto o un lapsus freudiano che richiama involontariamente alla mente una certa vanità e vacuità dello stesso?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      ha ragione, è un evidente lapsus fruediano, ha fatto bene a farmelo notare

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    Antonio

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    Caro Professore,

    articolo ineccepibile, l’unica sfumatura che non mi trova completamente d’accordo è il continuare a sottolineare come causa della crisi greca la sua finanza pubblica.
    La Grecia ha truccato i conti è vero e ha nascosto parte del suo eccessivo deficit ma la vera causa scatenante è stato l’indebitamento privato, e il rosso fisso nella bilancia dei pagamenti che è arrivato a superare il 12% e quello era ben noto a tutti.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      isservazione corretta

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    Marcello Romagnoli

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    La ricostruzione proposta mi porta a domandarmi se in Grecia non ci sono esperti economici, politici ecc in grado dargli questi suggerimenti. O dobbiamo pensare che Tsipras non li abbia ascoltati?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      be dipende anche da chi ha scelto

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    Costantino Rover

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    Condivido tutto. Ho sempre battuto il chiodo dentro e fuori dal M5S sul tasto della competenza ma allora perché invece di continuare a guardare in casa degli altri non stimolare una evoluzione della situazione in casa nostra?

    O lo facciamo a posta per poi poter speculare sul fatto che i partiti sono giunti impreparati al default?

    Io ho provato a fare un punto della situazione su Scenari Economici. http://scenarieconomici.it/exitaliy-ecco-perche-non-siamo-pronti-la-task-force-che-manca-ma-che-ce/

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    fabrizio

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    Egregio professore non mi permetto di confutare le sue tesi soprattutto perchè a me mancano gli elementi storici e politici per farlo.
    Voglio fare solo alcune osservazioni su quello che sta accadendo all’ indomani della “disfatta” di Tsipras.
    Il suo governo si è praticamente frantumato e le imposizioni della troika, dopo l’ iniziale approvazione fatta in fretta e furia entro la fatidica mezzanotte, stentano ad approdare nel parlamento ellenico.
    Infatti, secondo un articolo del FQ, dopo il primo pacchetto i partiti sia di maggioranza che di minoranza stanno facendo una melina preelettorale essendo ben consci di cosa vuol dire approvare misure del genere prima di un voto nzionale che molto probabilmente arriverà già a settembre.
    Quindi quello che si prospetta da qui a qualche mese è un vero e proprio stallo che di sicuro danneggerà ancora di più i greci ma contemporaneamente mostrerà al mondo intero ancor di più l’ inefficacia della inadeguatezza di questa europa.
    Onestamente non so dire se questo sia un bene o un male.
    Credo che solo il tempo ce lo dirà.
    Ma di sicura se Tsipras piange lacrime amare, di certo questa Europa non ride.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/21/grecia-lo-tsipras-ii-e-appena-nato-ma-gia-traballa-e-rischia-di-non-avere-i-voti/1894169/
    Sempre sul Fq è apparso un altro articolo dove si legge come il governo ellenico stia facendo il “furbo” sulla riforma del sistema bancario.
    Anche qui bisognerà se è un’ altra spacconeria dei greci oppure se è una strategia alternativa alla guerra contro la troika.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/21/grecia-bce-atene-mina-indipendenza-operativa-della-banca-di-grecia/1895219/

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    militante

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    questo articolo mi sembra abbastanza infelice. Forse capisco da dove deriva il livore da parte di Giannuli nei confronti di Tsipras e compagni. Deve essere una reazione alla pochezza del M5S e delle sciocchezze che vanno raccontando in giro e che la POLITICA (con la lettera maiuscola) di Tsipras indirettamente mette in luce, anche nei momenti difficili.
    Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere lo stato dei rapporti di forza in Europa ed all’interno dei singoli paesi. Tsipras non aveva alcuna forza per fare quello che propone Giannuli. Ha fatto quello che poteva (magari sbagliando, anche tanto) e cioè:
    1) mettere il tema al centro del dibattito politico europeo (e ricordo al Nostro che in Italia il M5S si è guardato bene dal chiedere un dibattito parlamentare su quanto accaduto, come ha fatto Sel e come è avvenuto in Spagna e Francia).
    2) stipulare un accordo di lungo periodo nella speranza che il tempo e l’evoluzione politica negli altri paesi aprano nuove opportunità.
    3) cercare alleanze tra e negli altri paesi sfruttando le contraddizioni che si stanno creando (se poi i partner hanno la statura morale e politica di Renzi e Rajoy non credo che sia colpa di Tsipras). Podemos ha costantemente sostenuto Tsipras, per esempio, anche dopo l’accordo.
    Ma la cosa più inquietante è che Giannuli sembra non accorgersi che tutta la vicenda ha avuto delle ripercussioni notevoli nel dibattito degli altri paesi (almeno di quelli che contano, come Germania e Francia). Forse era troppo distratto o forse la testa è sempre rivolta verso l’Italia, dove tra il peso piuma Renzi e l’inutile opposizione vanesia del M5S, c’è veramente poco da stare allegri.

    P.S. a proposito di sciacallaggio: il M5S in gran delegazione era andato ad Atene prima del referendum a caccia di telecamere e pubblicità a buon mercato. Per giorni hanno elemosinato un incontro (sempre a favore di telecamere) con Tsipras che, giustamente si è guardato bene dal prestarsi a pagliacciate di questo genere. Hanno gioito per la vittoria del referendum (sempre e favore di telecamere) poi, ad accordo raggiunto (siccome sembrava poco spendibile e vittorioso nell’arena della politica spazzatura italiana) hanno cominciato a criticare Tsipras dandogli del dilettante. Veramente un esempio da manuale di cosa NON deve essere una forza politica: qualunquismo, opportunismo e zero analisi dei rapporti di forze, della situazione e dei contenuti.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      buongiorno militante, giandavide, Yuri….

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        militante

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        non sono Yuri e mi sarebbe piaciuto avere un nome importante come Giandavide.
        Magari rispondere nel merito, invece che con un semplice buongiorno, educato ma povero, aiuterebbe una discussione meno personalistica (Tsipras genio o cretino) e più politica (tipo la lotta di classe e la fase)…

        Mi saluti Yuri e Giandavide, li vede sicuramente più di me 🙂

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    francesco cimino

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    Supponiamo che Tsipras sia stato davvero un pessimo stratega. Cosa si deve dedurne, riguardo alle modalità di reclutamento dei politici? Il capo di Syriza può esser considerato un politico di professione, per gli incarichi pubblici e di partito che ricopriva da anni. Bonaparte, passato in un lampo dalla sola attività militare a quella politica, va considerato un cattivo politico? In breve: che cosa dobbiamo pensare della ” professionalità ” in tale campo?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      questa è una domanda interessante che mi ispira un articolo
      però Bonaparte lo lascere… da parte, mi pare non faccia testo

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        francesco cimino

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        Va bene, le circostanze e il personaggio erano eccezionali…come avrà compreso( lo preciso per chi legge )il senso dell’esempio era nel chiedersi: un dilettante potrebbe fare meglio di un professionista? Attendo il suo articolo.

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

          |

          un dilettante non direi che fosse Napoleone e comunque era un genio, per questo non fa testo

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