Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (8)

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    Tenerone Dolcissimo

    |

    Un dubbio, se veramente Guglielmi era lì per qualche losco motivo e doveva giustificare la presenza, come mai un uomo dei servizi come lui (e come tale doveva essere furbo come una volpe) ha fatto ricorso ad una scusa così demenziale cui non crederebbe nemmeno l’ultimo dei fessi cioe’ tanto per intederci nemmeno quei beoti che credono che se tutti pagassero le tasse lo stato fornirebbe servizi migliori?
    Dovremmo ipotizzare che Guglielmi ha voluto discolparsi “formalmente”, ma nel contempo ha inteso “autoaccusare” se e l’ufficio per cui lavorava. Come dire … in via ufficiosa confermiamo che “noi” abbiamo partecipato. Chi di dovere lo sappia.

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    Tommaso Madia

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    Non capisco ci siano ancora perplessità circa i rapporti tra doppiogiochisti (tra cui Moretti) all’interno delle BR ed i servizi segreti. Ci sono stati anche a Napoli, vedi caso Cirillo e delitto Ammaturo.

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    david

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    Gentile Professor Giannuli, un paio di anni fa, il giudice Ferdinando Imposimato, che si è occupato a fondo del caso Moro, ha pubblicato il libro “Doveva morire”, in cui spiega come lo Stato, con l’ausilio di uomini dei servizi stranieri, come Pieckzenik, ha fatto in modo che il Presidente della DC venisse ucciso. Vorrei sapere se lei lo ha letto, e, se lo ha letto cosa ne pensa, e in generale quale sia la sua opinione della figura di Imposimato e delle sue tesi sugli anni di piombo e la strategia della tensione.
    Cordialmente

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    pcocozza

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    Egregio professore la seguo da tempo e le volevo chiederle se possibile di approfondire l’argomento , in tutti questi anni (io ero bambino) uno dei fatti che ha sicuramente cambiato la storia di questo sfortunato paese e quindi le nostre vite, a tuttoggi rimane un mistero.Mi spiego meglio ,non ho dubbi che una organizzazione terroristica aiutata anche dal caso possa rapire uno statista ,ma quello che a tutt’oggi mi e’ oscuro e’ come possibile che in un paese crocevia di piu’ servizi di intelligence nulla e’ mai venuto a galla su mandanti e motivi visto anche i sicuri conflitti di interesse tra kgb cia e tutto quello che era presente in Italia negli anni 70.

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    Giovanni Caruto

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    “… questa iniziativa della Procura generale capitolina, crea qualche problema alla neo costituita Commissione parlamentare Moro Bis.”

    Puo’ essere questa una delle ragioni duna inchiesta giudiziaria a 4 mesi (pardon: 40 anni) dai fatti?

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    MAURIZIO BAROZZI

    |

    Un magistrato chiede di indagare su Steve Pieczeniyk quale responsabile
    dell’assassinio di Aldo Moro, dopo che viene dichiarato che in via fani c’erano
    anche i servizi stranieri, ma non potendoli individuare si chiese di
    archiviarne l’inchiesta. Restare perplessi è il minimo.
    Prima del rapimento di Moro le BR erano state ristrutturate da personaggi che un tempo erano vicini ad altri personaggi che poi daranno vita a Parigi , ad un
    Centro “ispiratore” crocevia dei Servizi di mezza Europa, Mossad compreso. Questo
    avvicendamento nelle BR era stato possibile dopo gli arresti predisposti da
    Carlo Alberto Dalla Chiesa, un Generale dei CC, sembra non alieno dalla Massoneria, e dal suo nucleo speciale di carabinieri al tempo già da anni sotto il comando generale di
    Arnaldo Ferrara durante il cui lungo e straordinario decennale di comando, a
    quanto si dice, i Servizi israeliani in Italia, rafforzarono la loro influenza.
    Dalla Chiesa (poi mandato a morte sicura, spedendolo a
    Palermo) aveva reso possibile l’avvicendamento nelle BR arrestando e togliendo
    di mezzo il nucleo storico BR di Curcio e Franceschini, contrari a svolte di
    attentati cruenti, ma rimase invece in circolazione Mario Moretti, a suo tempo
    membro di quel Superclan poi finito a Parigi.
    Fatto sta che un paio di anni dopo, le BR presero in considerazione di rapire Aldo Moro.
    PERCHÉ MORO? Moro era, guarda caso, un importante uomo
    politico inviso all’Occidente e ad Israele.
    A Moro si rimproverava il suo atteggiamento equidistante nel conflitto
    arabo – israeliano, le operazioni che aveva fatto per tenere il nostro
    paese fuori dagli attentati palestinesi e ritorsioni israeliane, concedendo la
    liberazione di alcuni guerriglieri palestinesi arrestati in Italia, le
    iniziative autonomiste in politica estera, l’interesse con i tempi non maturi ,
    data Jalta , a voler portare il PCI nel governo mettendo in crisi l’Alleanza
    Atlantica, e soprattutto il suo diniego, nel 1973, a concedere le basi italiane per gli scali agli arei americani impegnati a rifornire Israele durante la guerra del Kippur: un atto da
    meritare esplicita condanna a morte, come da analoga vice,da dell’aereo Argo.
    Fatto sta che Moro in quel fatidico 1978 era finito nelle mani delle BR, ed ora “chi di dovere” si voleva premurare che non ne uscisse vivo.
    All’uopo venne spedito in Italia, STEVE PIECZENIYK (“Piceni-K”,
    con accento sulla ‘E’: ad attestare, nell’americano dello State Department al
    servizio di Kissinger & Brzezinskij – il ‘polacco’ mandato in Italia e
    messo alle costole del ministro degli interni Cossiga, “per non lasciare
    solo il “cugino” Enrico Berlinguer, fermo nel non trattare con i brigatisti” e
    quindi di fatto intenzionato a non far uscire Moro vivo dalla sua prigionia,
    come lo stesso di fatto ammette nella straordinaria intervista a Giovanni
    Minoli di Radio-24.
    MA CHI ERA QUESTO, DA ALLORA SOPRANNOMINATO B.R.ERLIGUER?
    I Berlinguer, capostipite Mario, già massone, posto nel 1944 dal PWB britannico a fare l’Alto commissario alle epurazioni, erano dei latifondisti, in qualche modo attigui ad
    altre famiglie sarde, a volte tra loro imparentate per via endogamiga: i Cossiga, i Segni, i Siglienti (IMI), i Manconi (Giuseppe, padre di Luigi passato in Lotta Continua, che sposerà Bianca Berlinguer), i Pintor (Luigi, tra i fondatori del Manifesto), ecc., tutte
    famiglie sarde in vista, notabili, intellettuali, spesso facoltosi latifondisti,
    in una realtà storico geografica dove operavano da sempre lobby di massoneria
    britannica. L’Euro comunismo berlingueriano, che poteva essere giustificato
    come “terza via”, aveva però dei presupposti politici ed ideali di stampo
    “occidentale” che avrebbero portato, come infatti è poi avvenuto, il PCI
    nell’orbita occidentale e in quella Atlantica.
    Considerando poi, nel contesto o a latere dell’Affaire
    Moro, tutta un altra serie di personaggi, molti oggi rispettabili e noti, ma al tempo facenti parte di Potere Operaio e di Lotta Continua, movimenti non del tutto alieni da manipolazioni di Servizi , quali i vari Piperno, Pace, Paolo Mieli (figlio di Renato
    Mieli, alias Randolf Merril, “colonnello” britannico del PWB, e preposto
    durante la guerra ad organizzare cellule comuniste e nel dopoguerra vicino alla
    sinistra, mentre J. J. Angleton dell’Oss, controllava la “destra), Luigi
    Manconi, Adriano Sofri (dichiaratosi in conoscenza con U. Federico D’Amato), e
    compagnia cantante, le perplessità di quel quadro aumentano.
    Ma perche’ mai, trattandosi di terrorismo militare, a controllare che Cossiga non
    interferisse nel volere “intransigente” di suo cugino Berlinguer, non venne mandato un agente della CIA, o dello F.B.I., della DEA o della NSA, ma bensì dello State Department?
    Perche’ era una questione politica: assassinare Moro voleva anche dire intronare E. Berlinguer, alla prima occasione con apposite elezioni anticipate e con la Democrazia cristiana decapitata, non solo di Aldo Moro, ma anche del presidente Giovanni Leone, destituito su imposizione, dello stesso Berlinguer, grazie alla
    campagna diffamatoria contro di lui condotta da “La Repubblikina” dell’Alta finanza di
    Eugenio Scalfari – in De Benedetti.
    Far assumere a Berlinguer un ruolo assoluto ed egemone nel
    PCI, significava instradare definitivamente il partito sulle sponde
    Occidentali, in attesa che la fine, oramai imminente di Jalta, lo sdoganasse
    dall’entrare nei governi. Questo progetto però subì una momentanea battuta di
    arresto perchè il PCI nel 1979 non ottenne il successo previsto (non è escluso
    che nel mancato successo elettorale del partito comunista vi ebbe un merito
    quello che restava dell’ala “nazionale” Togliattiana che aveva da sempre capito
    il ruolo filo occidentale dei Berlinguer).
    E OGGI? Oggi questa richiesta di indagare su Pieczeniyk, che ovviamente non porterà a
    nulla, a parte il contentino per compensare l’archiviazione sui nomi dei
    possibili Servizi presenti in via Fani, di fatto svergogna, quello che
    potrebbe così definirsi il ”giudice bendato”, Ferdinando Imposimato,
    istruttore delle indagini condotte, sul caso-Moro, che una volta però andato in
    pensione si è messo a rompere le uova, partecipando al team di studiosi che
    indagano sugli attentati dell’11 Settembre quali una false flag, e scrivendo un libro dove indica nel Bilderberg, un burattinaio dietro la strategia della tensione e lo stragismo (informazione questa di capitale importanza, perchè sta a significare che dietro lo stragismo non c’era solo la CIA, e quindi obiettivi limitati al momento, ma anche lobbies
    mondialiste e quindi vi erano anche obiettivi a lunga scadenza). Sul caso Moro,
    però Imposimato continua a sfornare testi che vorrebbero escludere il Moro tenuto prigioniero anche in altra prigione che non sia via Montalcini (e un altra prigione, nel caso, come indicò l’informato Pecorelli, non poteva che essere nel ghetto ebraico, ergo Mossad) e ad accentuare, nella morte di Moro, le responsabilità di Andreotti e Cossiga.
    Perché?

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    Tenerone Dolcissimo

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    Mi permetto di reiterare la richiesta di chiarimento. Un agente segreto non puo’ essere un decerebrato. E solamente un decerebrato potrebbe dire che si stava recando a pranzo alle otto di mattina.Quindi, perché questa giustificazione così totalmente sballata? L’unica spiegazione che riesco a darmi è che si tratta di un messaggio occulto. Ma a chi?? E perché? Grazie e saluti.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      l’ho pnesato anche io, ma se sapessimo con certezza che di ciò si trattava ed a chi era diretto il messaggio avremmo risolto il caso che resta unvece oscuro

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