Aldo Giannuli
Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti, già Ceo della Maspa Italia, società leader nella system dynamics, è da sempre impegnato anche nel campo della formazione. Da alcuni anni coordina il gruppo Dext,Designing Models for Economics and Politics.

Commenti (13)

  • leopoldo

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    nel calcio si dice fare melina, solo che lì è un gioco.

    la questione è che impatto ha la crisi sulla piramide demografica greca.

  • Saverio

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    Che qualcuno possa prendere sul serio la teoria dei giochi mi stupisce: capitemi, la teoria in sè, come tutte le stilizzazioni matematiche, è conchiusa e perfettamente coerente.
    Ma con la realtà dell’operare dei mercati c’entra come i cavoli a merenda. Al più potrebbe avere qualche applicazione in politica politicante (tipo House of Cards, per intenderci), ma non certo nelle decisioni economiche: non c’è un imprenditore, un manager, un dirigente, un pianificatore economico che la impieghi.
    Veniamo a Varufakis: premesso che solo qualche professore (o consulente) ha potuto pensare che egli applicasse la teoria dei giochi ad una “trattativa” nella quale c’è una sola alternativa: o ti pieghi o ti spezzo, fin tanto che mi ostino a rimanere nell’eurozona, al di là dei contorni gossipari (l’abbigliamento), il suo errore è stato di aver avviato la trattativa.
    Rimanere nell’eurozona significa cercare di colpire il pugile avversario, che è un vero peso massimo, con entrambe le mani legate e, per di più, consapevole di essere un peso piuma!
    Non so onestamente cosa aspettarmi da Tsipras e Varufakis: la delusione è stata non grande, enorme! Non si può pensare di continuare a distruggere il popolo che ti ha eletto pur di rimanere aggrappato ad un’idea stolta ed irrealistica qual è quella di un’europa “solidale”.
    Ah, e di modelli sulla Grecia suggerisco di utilizzare quello del Levy Institute (reperibile sul sito di Gennaro Zezza) la cui affidabilità scientifica, se mi permettete, è una ‘nticchia maggiore di quella del consulente Aliberti.

    • Junius

      |

      @Saverio

      Si capisce dove vuoi arrivare: ma chi ha promosso un’analisi sulla trattativa di Varoufakis con “la teoria dei giochi” è stato Sapir.

      Non proprio un “professorino” di passaggio….

      Chi ha previsto correttamente la dinamica politica è stato il prof. Bagnai.

      Sicuramente lodevole per aver basato le sue analisi su un certo pragmatismo (TINA dentro l’euro… ma altrettanto banale visto che gli analisti che conoscono la SCIENZA 😉 economica sapevano che non c’era “gioco” ).

      E SOPRATTUTTO lodevole per aver usato un concetto ad “interessantissimo profilo culturale” come quello di “onestà politica” come unico strumento di difesa e via d’uscita dei socialisti compromessi con l’internazionalismo e l’europeismo.

      Tsipras, come Podemos, mentono agli elettori invertendo i nessi causali economici e politici tra moneta unica e austerità (che è ovviamente opportunismo politico se non bieco collaborazionismo).

      Però, come è stato fatto notare, Sapir, come altri prestigiosi analisti hanno sì “peccato” di “wishful thinking” – quindi meno pragmatici – ma sicuramente perché hanno individuato un elemento che – per quello che mi riguarda – non è ben integrato nelle analisi del prof. Bagnai: ovvero il ruolo degli USA.

      Sapir, come pochissimi altri (chiaramento non mi riferisco al ridicolo mainstream), hanno cercato (più che trovato) una flebile speranza nella “simpatia” che sembrava esercitare Varoufakis sull’amministrazione USA, proprio perché a differenza – pare – del prof. Bagnai, a questi analisti è ben chiara la genesi “americana” dell’integrazione europea (certo, su ispirazione dei reazionari psicopatici nostrani, ma finanziati con strategico interesse sia dalle “fondazioni private dei soliti noti” che dal governo USA) in funzione di assoggettamento imperialista.

      È noto tra chi conosce la “materia” che le politiche europee si fanno in gran parte a Washington…

      Sapir lo dice chiaro: l’euro è l’ultimo baluardo per difendere il dollaro. (Giusto per capire quanto sono ridicoli i Tony Negri o Giulietto Chiesa)

      Insomma, tra un po’ gli USA firmeranno il TTIP con un branco di morti di fame… prima o poi, come con la WWII, dovranno fermare la Germania.

      Ma qualcosa deve essere andato “storto” nell’incontro tra Obama e la Merkel.

      p.s.

      Giusto per spezzare una lancia a favore dell’Aliberti: cerchiamo di apprezzare il suo sforzo di mostrare come nella SCIENZA economica l’econometria necessiti – come vuole il termine – un poderoso fact checking quantitativo.

      Se poi si appoggia ad un macroeconomista che fa ricerca in economia internazionale può dare sicuramente un ottimo contributo a livello divulgativo (anche liberista va benissimo, basta che almeno non si dimentichi “il moltiplicatore keynesiano”… insomma, un liberista minimamente onesto intellettualmente ricordandoci poi, come è noto, che il “falso ideologico” è più un problema di chi si professa di sinistra…)

  • giandavide

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    vabbè sto aliberti lo hanno messo qua solo per spalare cacca su tsipras, questo è evidente.ed è comprensibile dato che l’attivitàpolitica del m5s fino al 2018 si concentrerà solo sull’attaccare la sinistra che potrebbe rubargli gli elettori rimasti.
    poi ci simettono anche i no euro bagnaini… vabbè, devo dire che non c’è male.
    solo la prossima volta vorrei trovare anche dei testimoni di geova, degli imitatori dei trettrè e un cane che balla, così, per aggiungere altre performances di pari livello

    • Roberto B.

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      E i Giandavidi? Dove li metti i Giandavidi? Perchè li escludi? Anche loro sanno fare capriole e salti mortali considerevoli.

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      giandavide: ma che robaccia fumi?

  • gio to

    |

    vorrei solo replicare a Saverio che se non crede che un giorno l’europa possa diventare un po’ solidale, tutte le discussioni e le proposte politiche ed economiche per uscire dalla crisi saranno perfettamente inutili. .Diamoci tutti all’ippica. Saluti

  • avvocato giovanni

    |

    Ho letto con vivo interesse l’articolo del professor Aliberti anche se, questi non me ne voglia, fatico ad entrare nei suoi schemi di ragionamento.
    Sarà forse perché io ed il professore svolgiamo professioni simmetricamente opposte: in qualità di avvocato (penalista) sono abituato ad esaminare prove che rappresentato segmenti di un passato storico utili a ricostruire un fatto (quello che noi chiamiamo reato) al fine di accertare la verità processuale (e sottolineo processuale, poiché quella reale risiede solo nella coscienza personale del cliente ed al Signore, per chi ci crede).
    Detto questo, comprenderà il professore la mia difficoltà ad approcciarmi a sistemi che, ex ante, possano ricostruire una situazione futura, il che, per il sottoscritto, sarebbe come mettermi davanti un tredicenne e stabile, in base all’anamnesi criminale familiare, quante probabilità abbia di delinquere in età adulta e quali reati commetterà (anche se Lombroso aveva svolto studi illuminati e non trascurabili).

    Tutto quanto sopra premesso, una cosa posso sicuramente condividere con il professore: la poca simpatia per l’ing. Tsipras e per il suo giannizzero Varoufakis, cosi come non mi vergogno di nascondere eguale antipatia per il comico genovese indegnamente entrato nell’onorevole (il gioco di parole non è casuale) palazzo romano del Bernini a fingere di saper far politica.
    A tutti costoro, devo ammetterlo, va il mio rispetto per i risultati elettorali conseguiti nella loro qualità di abili venditori, ben lontana e diversa da quella di abili politici.
    Mi spiego meglio.
    Immaginiamo che io faccia il venditore d’auto e debba assolutamente vendere un’auto. Entra nel mio autosalone un cliente che, mentre mi stringe la mano, mi dice “sono appena diventato papà e cerco un auto più sicura per la mia famiglia”.
    Ebbene lo porterò dinanzi all’auto che devo vendergli e gli dirò “questa macchina è assolutamente quello che fa per lei: dodici airbag, telaio in titanio rinforzato, doppie barre laterali anti intrusione, sistema anti tamponamento e sensori multipli anticollisione”; immaginiamo poi che entri successivamente una ragazzo neo-patentato che mi dice “voglio un auto per far colpo sulle ragazze” e lo porti dinanzi alla stessa auto mostrata al cliente di prima dicendogli “questa macchina ha uno stile giovane e sportivo inimitabile, se la compra rossa nessuna ragazza potrà non notarla, e guardi il tettuccio panoramico: le ragazze saranno invitate a entrare solo per il gusto di poter mirar le stelle durante la guida o durante le sue performance amorose sui sedili anteriori che, badi bene, sono completamente reclinabili e climatizzati in modo da essere caldi d’invero e freschi d’estate. E che dire dell’impianto HiFi di ultima generazione per l’intrattenimento delle sue ospiti? Sembrerà di essere al centro di un concerto dal vivo”…
    Scusate se l’esempio è rozzo e forse anche sciocco, ma credo che alcuni finti politici siano in verità solo abili venditori.
    Ora, in un paese scontento di tutto, con le persone anziane che vanno a fare la spesa al mercato dovendo contare le monetine per essere certe che i soldi bastino per arrivare a fine mese – e, peraltro, con questo euro che ancora fatica ad entrare nella testa dei più vecchi che ancora chiedono “ma quant’è in lire??” – non occorre una grande capacità oratoria per abbindolare la gente, e, forse, l’arma migliore per raccogliere consenso è il tanto amato referendum sull’euro che solo una mente priva di buon senso può avere il coraggio di sostenere (ma, del resto, come giustamente osserva il professore “Quos Deus vult perdere, dementat prius”)
    Credo che questi “venditori di colombe e cambiavalute” dovrebbero essere “scacciati dal tempio” dal momento che ne stanno facendo una spelonca di ladri.
    Che certa gente infetti la terra dove sono nate la politica e la democrazia e “l’arte di governare le città” di Aristotele mi sembra un paradosso storico piuttosto singolare.

    Condivido con il professor Aliberti anche le critiche sullo “inconstante marxista”, che mi hanno fatto sorridere e che un po’ mi ricordano l’atteggiamento che hanno alcuni nel dire “io sono cattolico, però non vado a Messa perché posso pregare dove mi pare e non mi confesso perché dei miei peccati do conto solo a me stesso e a Dio”, al che mi chiedo sempre a che serva la premessa “io sono cattolico” se poi il resto della frase è totalmente incoerente con l’inizio.
    Ma del resto anche io sono un atleta, ma non pratico sport perché non ho tempo. Quindi, forse, in questo senso siamo tutti incostanti cattolici, incostanti sportivi e, perché no, incostanti marxisti!

    Un ultimo commento lo lascio al divertentissimo “dilemma del prigionieri”, che davvero mi ha fatto sorridere e solo, non me ne voglia il professore, per una osservazione non contemplata nello schema.
    L’indagato non può essere interrogato senza la presenza del difensore, pena l’inutilizzabilità processuale delle sue dichiarazioni.
    Quindi al simpatico Pubblico Ministero che tenta di ottenere una confessione personalmente chiederei all’istante la presenza del mio avvocato.
    Ovviamente questo è solo un commento ironico, che spero metta il sorriso sulle labbra del professore.

    Spero che il professor Aliberti torni a farci riflettere sull’incostanza ed inconsistenza di questi odierni Catilina, sovvertitori della Repubblica e per cui dovrebbero essere spese nuovamente le celebri parole “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra. Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?”

    Saluti
    Giovanni R.

  • Paolo Federico

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    Avvocato giovanni, in che cosa dovrebbe consistere, secondo lei, il saper fare politica?
    Per quale ragione un comico che ha colto e raccolto, in giro con i suoi spettacoli, la voglia di cambiamento e la disperazione di tanta gente rispetto ad una casta di mummie ciniche e autoreferenziali, le cui fila sono ingrossate proprio dal ceto classe casta (come la devo chiamare?) degli avvocati a cui lei tanto orgogliosamente appartiene, sia indegno di fare politica? Perché non parla in ” latinorum”?
    Non è certamente il suo caso, ma quanta disperazione è stata ed è indotta nelle menti più semplici dai sofismi truffaldini dei quali i suoi omologhi dediti alla politica sono maestri?

  • lamberto

    lamberto

    |

    Caro avvocato Giovanni, mi piace molto il modo con cui esercita il suo mestiere. Le confesso che ne avevo un’immagine completamente diversa, diciamo quella manzoniana, magari più efficace e perciò notevolmente pericolosa. Spero di saperne di più e conto anche di convertirla al pensiero scientifico, applicato a mondi, dove non sembra avere titolo, come la politica, la società e l’economia. Converrà allora che il futuro è certo probabilistico, come lei sottolinea, ma noi possiamo fare molto oggi per ridurne l’incertezza. E possiamo anche misurare l’affidabilità dei meccanismi, con cui cerchiamo di migliorare la dinamica di grandezze, che ci toccano da vicino, come il PIL, l’inflazione, l’Euro, ecc: se la nostra rappresentazione oggettiva, trasmessa ad un modello, funziona, la nostra rappresentazione è vera e, se espressa in equazioni, può raggiungere tutti, senza gli equivoci e le vaghezze delle parole. In forza di questa convinzione, la devo solo correggere su una cosa: non ho nessuna antipatia né per Tsipras né per il marxismo. Sono ateo convinto. Le fedi le aborro. E sono tollerante, anche verso la pattuglia di critici per partito preso, fomentati da ayatollah e maestri vari, che mi sono trovato qui. Tutto sommato mi divertono. A presto.
    Lamberto

    • Junius

      |

      I bambini greci si divertono meno.

      «The point is that we are all capable of believing things which we know to be untrue, and then, when we are finally proved wrong, impudently twisting the facts so as to show that we were right. Intellectually, it is possible to carry on this process for an indefinite time: the only check on it is that sooner or later a false belief bumps up against solid reality, usually on a battlefield.»

      “In front of your nose, George Orwell”

      (Sì, certo, Orwell era socialista e democratico, non era né piddino né un eurocomunista venduto al capitale straniero…)

    • avvocato giovanni

      |

      Carissimo professore,
      con il pensiero scientifico ho sempre avuto un rapporto complicato, essendo un universo affascinante, ma – per la mia mente troppo umanista – simile ad un labirinto in cui spesso ho faticato a trovare la via d’uscita.
      Ricordo, durante i miei studi accademici, la difficoltà a capire l’entropia economica o altri concetti che per me hanno sempre avuto un qualcosa di “sopranaturale”.

      Una sua affermazione mi ha fatto però soffermare: “il futuro è certo probabilistico…ma noi possiamo fare molto oggi per ridurne l’incertezza”.
      Caro professore, da analizzatore della “microstoria” personale dei miei clienti mi permetto di osservare come, forse, sia più semplice ridurre l’incertezza del futuro che non quella del passato.
      Spesso, personalmente, mi trovo davanti alla necessità di ricostruire un fatto per sostenere la non colpevolezza del mio cliente, e mi accorgo di quanto opinabile sia il passato.
      E’ stravagante pensare che talvolta il futuro possa essere più certo del passato che, forse, per definizione dovrebbe essere certo.
      E’ invece così non è, almeno per quel che mi riguarda.
      Una telecamera di sicurezza riprende il mio cliente mentre percorre il marciapiede in cui è ubicata l’abitazione delle sua ex moglie nel giorno in cui viene ritrovata cadavere.
      Basta per addebitargli l’omicidio?
      Nessuna prova che sia entrato dentro l’abitazione, nessuna impronta digitale, nessun segno delle scarpe ritratte nel filmato sulla moquette.
      Il passato è quindi più incerto del futuro.
      E tutte questo al netto delle affascinanti teorie, su cui sono stati versati fiumi (anzi, oceani) di inchiostro, sulla prova scientifica o sul così detto “nesso eziologico”.
      Tizio colto da infarto chiama l’ambulanza che giunta sul luogo lo trova in condizioni drammatiche, si tenta una disperata corsa all’Ospedale con scarsissime possibilità di arrivare in tempo. Tagliando l’incrocio col semaforo rosso a sirene spiegate l’ambulanza viene violentemente impattata dal mio cliente che non dà la precedenza al mezzo di soccorso. Tizio muore per gli esiti dell’infarto.
      Può essere addebitata la morte al mio cliente? Sussiste il nesso eziologico fra decesso e condotta imprudente? Stabilire se la morte risalga anche solo ad un secondo prima dell’impatto fa la differenza fra un’accusa di omicidio o meno e la prova scientifica diventa quindi determinante.
      Il passato è, anche in questo caso, profondamente opinabile.

      Rispetto il Suo lavoro ed ammiro la maestria con cui applica i meccanismi volti a “disciplinare” la dinamica delle grandezze misurandone gli andamenti futuri, sicuramente il Suo impegno porta a risultati più incoraggianti e sicuri di quelli che si ottengono in talune aule di giustizia nelle ricostruzioni dei fatti di reato.
      Ma mi chiedo, quindi – e mi piacere approfondire con Lei – quanto davvero, data l’esposta incertezza del passato, si possano ritenere attendibili proiezioni su un futuro che, sicuramente più del passato, è fatto di variabili spesso non predeterminabili e, quindi, cangiante ed incontrollabile.
      “Ciò c’ha d’esser convien sia. Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza” diceva del resto il buon Lorenzo de’ Medici.

      A presto
      Giovanni

  • bruna

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    Concordo con un precedente commento. Senza un minimo di solidarietà da parte dei paesi cosiddetti forti la situazione deila Grecia e conseguentemente degli altri paesi mediterranei, non sarà mai risolvibile. Mi sembra di aver letto recentemente di una disponibilità della UE per un piccolo prestito alla Grecia per sopperire alle necessità più urgenti che potrebbe preludere a politiche più lungimiranti . Coraggio è un piccolo spiraglio.

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