Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

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Commenti (10)

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    Gaz

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    Al momento sono in molti a voler mantenere bassa la temperatura nel Golfo Persico, primo fra tutti l’Iran per non esporsi ad una reazione militare mirata, che metterebbe in crisi non solo l’Iran, ma anche la Cina, il Giappone, l’India … per la gioia di Putin e Micio Macio Miaoduro.
    E’ l’Iran in grado di sostenere contemporaneamente il fronte marittimo-interno-petrolifero e quello orientale terrestre?
    Forse da quelle parti opera un Nerone o un piromane.

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    Gaz

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    I venti di guerra sino-americani si fanno sempre più caldi.
    In giro leggo strani commenti, secondo i quali l’Italia potrebbe trarne giovamento, incuneandosi tra le due potenze, per trarne vantaggi, ovvero vendersi a un buon prezzo, preferibilmente agli americani, cui chiedere quanto meno il premio fedeltà.
    Ragionamenti del genere furono fatti dagli interventisti, durante la WWi e da Mussolini durante la WWII.
    Sappiamo come è andata a finire entrambe le volte.
    Bisognerebbe avere almeno un Cavour, che non abbiamo, abile nel gioco di sponda.
    Per regolare i conti con la Cina, è necessario che l’Italia lo faccia in primo luogo da Roma, ma a Roma abbiamo Jyjix …
    Il caos orientale non lo ha fatto l’Italia, anzi ha subito le iniziative di Bush padre!
    Al solito faranno di tutto per coinvolgere l’Italia, sfruttarla e poi trattarla peggio di un nemico.
    Film già visto più volte.

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      Gaz

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      .. ma per l’Italia la gatta da pelare Erdogan è fin troppo impegnativa, vista la classe politica che ci ritroviamo.
      In altre parole avranno facile gioco nel giocarci.

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    Gaz

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    Il Sultano di Ankara vuole prendere il posto dell’ombelico del mondo.
    Tutto ciò che cade sotto la sua vista è turco o da turchizzare. Non va tanto per il sottile il Nostro. Isole greche, intellettuali, militari, docenti, magistrati, concessioni petrolifere italiane, Libia, Siria, Mediterraneo, Suez, Aden, Sudan, Emirati, Ormuz. Sono tutte cose turche, inclusi i sistemi antimissile russi.
    Se l’Italia avesse comprato un solo sistema d’arma russo, sarebbe come minimo scoppiata una crisi di governo.
    Trump si è voltato dall’altra parte. Delle questioni europee e medio orientali non ne vuole sapere.
    L’UE a guida Aquisgrana lascia che Erdogan faccia, purchè la Turchia si tenga i profughi siriani. Intanto da vagonate di euro dell’Unione Europa al Sultano.
    Del governo Conte e di Di Maio, perennemente in ritardo sulle questioni, ometto per carità di patria.
    La Grecia è sola, ma fino ad un certo punto. l’UE ha offerto una solidarietà verbosa e di facciata per dovere d’ufficio.
    I Germs, meglio perderli che incontrarli.
    Trump di Medio Oriente non vuole saperne. Los Anglos dalle loro basi militari cipriote si godono la mitezza del clima Mediterraneo. Stanno lasciando che Erdogan faccia, giocano al divide et impera, ma non hanno fatto i conti con l’Orso russo, bravo ad insinuarsi nelle divergenze altrui.
    La Turchia sta pestando piedi e coda ad Israele ed Egitto, oltre che alla Siria, il cui grande fratello è russo; rischia di porsi di traverso sul gasdotto Eastmed.
    Lavrov non vede l’ora di offrire in funzione pro ellenica la propria alleanza a Washington, ai danni della Turchia per ridimensionarne le prospettive.
    Alla Casa Bianca non hanno compreso che il Sultano si comporta come il figlio di famiglia prepotente.
    La Nato rischia di andare in coma non per le smargiassate macronesche, ma per i colpi di testa di Erdogan.
    Se il Mediterraneo Orientale si riscalderà, al falò non potranno mancare i cinesi e gli iraniani, quanto meno come osservatori interessati.
    Come capolavoro, l’inutile Aquisgrana non potrebbe farne uno migliore.

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    Gaz

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    Più che venticelli di guerra, questo inizia ad essere una tempesta. Porta poco di buono.
    Cina e Stati Uniti si fronteggiano a suon di consolati chiusi. Alle ambasciate non siamo ancora arrivati.
    La Russia non ne vuole sapere di ritorsioni USA e preventivamente, ma sotto sotto ci può essere benissimo un accorso, ha smesso di vendere gli SS 400 alla Cina, la quale a suon di moneta, vuole risolvere il problema degli huiguri, grazie alla “svendita”, per non dir altro, di Erdogan degli stessi.
    Intanto in Estremo Oriente molti Stati sentono come ingombrante la presenza della Cina e, pur in assenza di un vero e proprio ruolo catalizzante dell’amministrazione Trump, si rimboccano le maniche per difendersi da soli.
    Oltre Cina Usa, in quello scacchiere c’è troppo di troppo. Troppi attori, sopratutto di ruolo minore, troppe armi, anche atomiche, troppi contrasti tra stati.
    Si va verso una escalation della tensione.

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    Gaz

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    Trump ha deciso di spostare 12.000 soldati Usa dalla Germania, verso la Polonia, il Belgio e gli stessi USA, ma ha lasciato intatto il potenziale nucleare.
    I politici tedeschi hanno preso male il ricollocamento delle truppe.
    Hanno minacciato di non comprare più sistemi d’arma made un USA, ma sopratutto sono sbottati sul modo prepotente in cui sono trattati dall’amministrazione statunitense.
    Verrebbe da dire, chi la fa l’aspetti.
    La pregnanza è altrove e riguarda Aquisgrana, oltre i rapporti, non facili, germano-americani.
    L’alleanza militare con Parigi è poco più di un ombrellino, che non copre Berlino?
    Berlino vorrà aumentare la spesa militare … con quel che ne consegue?
    I rapporti Usa-Germania sono diventati così tesi da imprimere una svolta decisa nelle relazioni tra i due Paesi?
    C’è da registrare l’accresciuto interesse americano (per l’Italia ?) e per il Mediterraneo, ma per orientare le forze verso quale scacchiere?

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    Gaz

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    Aquisgrana, sopratutto dal punto di vista militare, sta in piedi fintanto che è coperta dall’ombrellone americano.
    Lo spostamento della frontiera della Nato ad oriente e i diversi flirt …. della Merkel coi russi, coi cinesi, coi turchi e forse con gli iraniani, hanno irritato zio Tom, al punto da ridispiegare le forze Usa in Europa, malgrado le dichiarazioni pro Nato della Cancelliera, accusata da Trump di essere un’europea scroccona.
    La Germania sarà costretta a mettere mano al portafoglio e a riarmarsi.
    Inevitabilmente le sponde del Reno si allontaneranno.
    Siamo ai prodromi dell’ennesimo contrasto franco-tedesco.
    Si combattano tra di loro !
    L’Italia ha già dato, non si faccia trascinare nelle lo future beghe divisive. In ogni caso, saremmo alleati di ultima serie.
    La WWI, pur avendola vinta sul campo, politicamente ha portato frutti avvelenati.
    La WWII, forse l’abbiamo pareggiata, ma ci hanno annullato le reti, da parte di arbitri – giocatori.
    Per la Terza si scornino francesi e tedeschi.
    Le loro guerre non sono le nostre.
    P.s. Merkel & Macron, con Aquisgrana hanno gettato le basi del loro contrasto, perchè non hanno fatto i conti con l’ombrellone di zio Tom, per la cui ombra esige di essere pagato e non solo in moneta, ma anche in termini di aderenza in politica internazionale …. e in acquisti di forniture belliche.
    La Merkel ha violato i comandamenti a stelle e strisce.
    Nelle analisi americane danno per terminata l’esperienza UE, in quanto in origine era uno strumento per tenere a bada la Germania. Col tempo l’UE e l’euro si sono rivelati un sistemi finanziari di cui impadronirsene per piegarli ai propri fini.
    Sia l’aquila teutonica, sia lo zio Tom sono consapevoli della caducità del progetto fallito UE / euro.

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    Gaz

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    In pieno lock down fece scalpore un sondaggio demoscopico “sovversivo dell’ordine europeo costituito”, il cui risultato identificava i nemici dell’Italia per oltre il 70% della popolazione nella Germania e nella Francia. Lo stupore, con cui fu accolto il risultato, era dovuto al fatto che questi Paesi sono nostri alleati, tacendo però che sono anche i dominatori anti italiani dell’UE, per non dire che sono le bestie nere dell’Italia pre e post unitaria.
    Gli intervistati hanno avuto la vista più lunga di chi si è stupito del risultato.
    Il tempo, con il disimpegno americano dalla Germania, ci sta mettendo di fronte, ancora una volta, all’alba dello scontro franco-prussiano.
    La Germania fa la Germania. Al centro dell’Europa, sconfina da tutte le parti, per un malinteso senso di superiorità, che fa degli altri, di volta in volta, razze inferiori, i sud europei, i pigs, le cicale, gli spendaccioni, gli ubriaconi, i nullafacenti, i mafiosi e altre amenità del genere.
    Dall’altro lato abbiamo la Francia, la cui grandeur gonfia si boria, prepotenze, colonialismo, arroganza, furbizia, malizie, ipocrisia, razzismo strisciante, non è seconda a nessuno.
    Storicamente sono questi i confinanti che abbiamo.
    Purtroppo i luoghi comuni sugli italiani, non sull’Italia, sono continuamente alimentati e rinvigoriti dalla stampa internazionale, che dipinge inutili o colpevoli di qualcosa.
    Sono pregiudizi duri da sfatare. Sono gli stessi pregiudizi che precedono le delegazioni internazionali dell’Italia.
    Agli altri tutto, o quasi, viene perdonato. All’Italia no.
    La Francia vende di se un’immagine patinata di bellezza profumata, senza mai rendere noto le porcherie africane, o la tendenza a fare il passo più lungo della gamba, lasciando che siano altri a risolvere i problemi che essa crea.
    La Germania profonda si nasconde dietro un efficientismo, sbandierato ai quattro venti e dietro un civismo contrapposto al barbarismo di chi sta a sud, laddove questi dati hanno ben poco consistenza, come tutti i luoghi comuni.
    Non è un caso che russi e cinesi, alieni da questo modo di pensare per preconcetti, siano percepiti come amici.
    Sarebbe l’ora di renderci conto che non abbiamo amici o alleati, ma una stampa internazionale che non perde occasione per diffamarci, ingannarci e manipolarci per meglio usarci.
    Contro la pessima stampa internazionale di cui godiamo, spesso anche per colpe individuali nostre, c’è poco da fare. Ma apriamo anche gli occhi sul fatto che l’alone negativo da cui siamo circondati è funzionale agli interessi altrui.
    I malintesi sensi di superiorità o inferiorità portano sono disastri all’Italia.
    Se i nostri vicino sono dei finti cretini, affari loro. Stiamo alla larga dalle loro lotte.
    Non sono le nostre, anche perchè, qualsiasi cosa si faccia, invariabilmente, ci appiccicano le stimmate più deteriori. Basti solo vedere come la cinematografia francese e tedesca dipinge gli italiani. Quei luoghi comuni sono duri a scomparire, influenzano intere generazioni.
    Ecco perchè i migliori trattati con quella gente, sono quelli non stipulati. La loro parola, alla prova dei fatti, vale meno di quella di una di quelle. Con quelli non può esserci un approccio generale, ma solo su singoli e specifici elementi. Questo atteggiamento realista gli da molto fastidio. Allora diventiamo ai loro occhi dei voltagabbana, dei pugnalatori alle spalle e altre amenità.
    Ma loro si sono visti allo specchio?

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    Gaz

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    L’Italia destina l’1,22% del PIL alla Difesa.

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    Gaz

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    Pare proprio che la Merkel abbia scoperto la commedia dell’arte.
    I Germs sono Germs !
    Il recente annuncio del ricollocamento delle truppe Usa dalla Germania verso altri paesi confinanti ha avuto come prima reazione la riscoperta tedesca dell’Atlantismo filo americano.
    Malgrado la maleducazione di Pechino sui diritti umani e su Hong Kong, (per tacere della proprietà intellettuale, dei plurimi dumping e del colonialismo cinese, che Berlino fa finta di non vedere), la Cina è un partner strategico per la Germania.
    La Cancelliera tedesca ha avuto un colpo di genio per rabbonire gli americani, non scontentare i cinesi, far felici i tedeschi … e bastonare i soliti noti.
    Secondo la politica estera il commercio tedesco col nemico è educativo e porta verso relazioni più distese e al rispetto dei diritti umani.
    Tuttavia la maleducazione dei cinesi va punita.
    La Germania è presidente di turno del Consiglio Europeo. In quella sede si farà promotrice di sanzioni contro la Cina.
    In altri termini i benefici dell’export tedesco verso la Cina sono intangibili. Tuttavia si possono colpire le esportazioni dei competitori per avere più libero il mercato cinese.
    Qualcosa del genere si è già visto a proposito dell’annessione russa della Crimea.
    La Germania ha due gasdotti dalla Russia, che non si sogna neppure per errore di sanzionare.
    Tuttavia la russofobia dei tedeschi si trasferisce sulle esportazioni agro alimentari italiane verso Mosca.
    Non so se questo si chiama prendere in giro l’Italia, ma gli somiglia tantissimo.

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