Aldo Giannuli
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Commenti (16)

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    claudio

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    Alla sua analisi a mio parmetto di aggiungere la mancanza dell identificativo sui caschi degli operatori di polizia. Identificativo univoco per ogni agente…per evitare trucchi e magheggi all italiana. Inoltre resto sempre un po stupito sulla mancanza di tattica dei manifestanti violenti. Dopo decenni di sconfitte sul campo nn applicano tecniche diverse del faccia a faccia contro truppe piu organizzate e meglio equipaggiate. Sembra che la storia dell esercito romano contro i barbari si ripeta ad ogni manifestazione!

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    ermanno

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    Vorrei ricordare che il sig. gianni de gennaro dopo i fatti di Genova 2001 ha fatto una luminosa carriera e in questi giorni è stato nominato presidente di finmeccanica… ed è tutto dire.

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    leopoldo

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    che la forse dell’ordine abbiano bisogno di aiuto psicologico è noto è auspicabile e più che di ecittanti dovrebbero usare calmanti. Già il fatto di fare branco scatena impulsi normalmente sono contenuti o controllati. In società esaltano l’istinto e la prestasione fisica come obbiettivi sui quali fondare la preopria esistenza, chiediamo ai servizi di controllo e sicurezza che sviluppino la coscienza?

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    enrico

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    Professore, forse questa non è la sede più adatta per rivolgerle queste domande, ma potrebbe darci un suo parere sulla scomparsa del perito Michele Landi e dirci l’idea che si è fatto dell’ operazione “Falange Armata” ?

    La ringraziamo

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    Maurizio Melandri

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    Me li ricordo De Francesco e Margherito, ma qui, come fai notare il problema è politico. In Italia l’apparato repressivo è sempre stato molto efficente, quando si è voluto che lo fosse. Ne abbiamo di strada fa fare…

    @Claudio non è un problema militare, nei primi anni ’70 a Milano eravamo tranquillamente in grado di sfondare cordoni di polizia e o di respingere per ore le loro cariche, ma abbiamo perso. Non sono pacifista, ma proprio in quegli anni notai che la violenza è una brutta bestia e quando cominci ad usarla non ne sai più fare a meno. Peccato che in questo modo non cresci tu e non cresce il movimento, non fai egemonia culturale ed appena cade la tensione resti solo perché non hai costruito niente.
    Purtroppo quel nostro errore sembra si stia ripetendo, oltretutto con meno capacità. “La storia insegna, ma non ha scolari” sigh

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    Maurizio Melandri

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    p.s. L’ex capitano Margherito ora è questore e nel 2008 fu assegnato a Modena (ora non so)

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    ilBuonPeppe

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    “ha precedenti documentati di violenze analoghe”
    E ancora fa il poliziotto?

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    Tommaso Madia

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    Caro professore,
    Gli scontri di piazza finiti in macelleria e le morti di poveri ragazzi arrestati sono secondo me due degli strumenti utilizzati dalla moderna dittatura, che include destra e sinistra governativa. Gli altri sono i falsi attentati, le stragi (accantonate per il momento perche’ provocherebbero una forte reazione emotiva) e le mafie.
    Nelle manifestazioni finite in guerriglia e’ stato sempre, o quasi, determinante il ruolo di provocatori infiltrati ed addestrati da fantomatici organi dello stato. Chi crede ancora che i black block siano dei veri anarchici e non squadre paramilitari addestrate alla guerriglia ?
    Altre volte si sono visti all’opera gruppi di fascistelli ben protetti dalle forze dell’ordine, che invece si scatenano sui veri manifestanti.
    Quando invece le proteste hanno carattere locale ed i manifestanti si conoscono tutti, ed e’ quindi piu’ difficile “infiltrare”, si passa direttamente alle manganellate, tanto solo pochissimi organi di stampa a carattere locale ne parleranno. Casi come Roma nei giorni scorsi, dove invece la notizia “buca” il velo d’omerta’ a livello nazionale, sono rari.

    Riguardo alle ormai numerose morti di persone arrestate per ragioni futili, io credo che sia la moderna strategia del terrore in versione “soft”. Sono troppe e troppo ben coperte a tutti i livelli per pensare a casi isolati. Eppoi le vittime hanno tutti quasi le stesse caratteristiche, ragazzi piu’ o meno “alternativi” cui piace farsi qualche spinello, come dire uno qualunque di noi.

    A me che pratico la mia rivoluzione ogni giorno semplicemente recidendo sempre di piu’ i legami con questa societa’ di mercato, e’ questo che mi spaventa. Non basta piu’ tenersi lontani dagli scontri, ma persino portare un orecchino o farsi uno spinello, per non dire guardare storto un poliziotto che abusa del suo potere, puo’ portare ad una fine atroce.

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    Germano Germani

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    Professore scusi ma la sua analisi è priva di fondamento storico.Distinguere tra governi di sinistra che dovrebbero fare un politica diversa dell’ordine pubblico, dai governi di destra, proprio da lei, non me lo aspettavo. Allora le rammmento che il ministro dell’interno, il socialista Giuseppe Romita,durante il referendum monarchia/repubblica, non esitò a impiegare reparti di celerini del nord Italia nella repressione, formati per la maggioranza da ex partigiani appartenenti alle formazioni garibaldine. Costoro a Napoli in via Medina fecero un macello dei dimostranti filo monarchici.Poi le rammento come fu repressa per la prima volta in Italia la rivolta popolare di Reggio Calabria, con l’intervento dell’esercito, ripeto per la prima volta e ultima spero, ove si videro bersaglieri e carri armati,che stroncarono e occuparono la città “manu militare”. Tutto ciò per il semplice motivo che quella rivolta non era gestita dalla sinistra in tutte le salse (ci provò pure l’odioso Adriano Sofri) ma dal MSI di Ciccio Franco e Almirante e anche dal Fronte Nazionale del Principe Borghese. Poi ricordo la più recente repressione dei lattai nel Veneto, che vide l’allora ministro dell’interno, Giorgio Napolitano, a non esitare ad inviare il famoso reparto celere di Padova (quello battuto nel 1960 a Genova dai camalli)con autoblindati al seguito. Caro Professore le rammento cosa affermava il fondatore dell’Armata Rossa, Leon Brostein (alias Trotzky): “I governi cambiano la polizia rimane”. Post Scriptum. Poi quello della mentalità “fascista” che permane nella polizia italiana è una colossale frode storica; le rammento che il primo questore del dopo guerra di Roma, Saverio Polito (quello che aveva molestato sessualmente donna Rachele Mussolini affidatagli dopo il colpo di stato del 25 luglio 1943) proveniva dall’OVRA e che durante il bieco ventennio mussoliniano represse gli antifascisti. Ebbene costui con lo stesso zelo repressivo, nel 1946, non esitò a spedire al confino di polizia, Giorgio Almirante e Pino Romualdi, due dei fondatori storici del MSI.I poliziotti sono dei “tecnici” che servono i governi in carica a prescindere dalla loro politica. Questa volta caro Professore ha cannato, ma di brutto!

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    claudio

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    @maurizio. Grazie x la spiegazione. Nei primi anni 70…beh nn ero…:-)

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    enrico

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    Mille grazie!

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    SantiNumi

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    Metto all’attenzione cosa succederà quando, dopo le europee, le politiche fiscali e monetarie spargeranno il sale sulla nostra penisola:

    1 – ricordo che i consessi privati di gestione finanziaria della crisi sono SEGRETI e hanno l’IMMUNITA’ con la totale deresponabilizzazione sia da illeciti che da reati.

    2 – dato il punto precedente: che remore avranno i poliziotti rumeni o tedeschi della prossima “Polizia €uropea” a spaccare le teste nelle future “rivolte per il pane”? Si può far peggio di Bava Beccaris?

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    leopoldo

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    rivvedo la mia opinione aseguito dei commenti che espresa nella forma di prima è ingiusta nei confronti delle forze dell’ordine, i quali non sono una massa indinferenziata di cinici sadici che non perdono occasione per esprime re il loro talento,
    ma una azienda istituita dallo stato per la gestione dell’ordine[dopo di che dobbremmo chiarire cosa intendiamo per ordine
    espero poterne parlare in un altro momento]. Come in ogni azienda vi sono errori, purtroppo gli errori tra in una materia così delicata come le persone, spesso finiscono in tragedie. Le persone che costituiscono queste aziende, sono in una condizione di privileggio che difficilmente riescono a gestire con equita. A questa condizione sommiamo stress, diffidenza verso gli indiziati, incomprensione, paura, fragilità psicologica, ecc.. Effetivamente che chi fa parte di quella realta nei diversi momenti della sua vita seguise un percorso per lo sviluppo della coscienza. Non penso siano semplici macchine per soddifare i caprici dell’oligarca di turno, anche se il rischio è insito nell’istituto.

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