Aldo Giannuli
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Commenti (6)

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    Gherardo Maffei

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    Occorre il coraggio della verità. Israele non solo é uno stato che detiene un arsenale atomico in grado di distruggere mezzo globo terracqueo ( ma ufficialmente lo nega, come nega il diritto all’Iran di rompere tale monopolio nell’aerea) non solo possiede uno dei più efficenti servizi segreti a livello mondiale, per non parlare del suo esercito che possiede le armi tecnologiche made in USA più moderne e sofisticate, non solo non applica mai le risoluzioni ONU, ma nega dal suo nascere ai palestinesi la possibilità di avere un loro stato indipendente.Tutto ciò può accadere solo con Israele, per il semplice fatto, che giornalisti, politici, storici occidentali , non hanno il coraggio di condannare Israele poiché temono di essere marchiati a fuoco con l’epiteto infamante di “antisemitismo”.Ecco il vero nervo scoperto dell’occidente; il ricatto perenne che la potentissima e richissima lobby sionista internazionale, grazie anche al perenne senso di colpa instillato con un vero e proprio lavaggio del cervello agli occidentali, permette loro che ogni crimine commesso resti impunito. Professore ne vogliamo parlare senza moderni tabù, perché di questo si tratta, di un vero e proprio moderno tabù!

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    Ercole

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    Magari gli stati europei avessero dei primi ministri come Netanyahu, che sapessero fare gli interessi del propri popoli. Obama ha perso le elezioni in Israele contro Netanyahu (c’è anche un’inchiesta del Congresso USA riguardo a finanziamenti elettorali illeciti dell’amministrazione Obama verso la sinistra israeliana) e con la sua politica disastrosa è quasi riuscito a perdere tutti gli alleati degli USA nel vicino Oriente.
    Riguardo alla propaganda: non esistono ‘confini’ del 1967, ma soltanto una linea armistiziale (infatti si chiama anche ‘linea verde’) e la ‘Cisgiordania/ West-Bank’ (Giudea e Samaria per gli israeliani) è un territorio conteso (e non ‘occupato’). Inoltre Gerusalemme non è mai stata capitale di uno stato arabo (neanche la parte est). E i cosiddetti ‘palestinesi’ nulla hanno a che fare con i filistei della bibbia (da cui deriva il nome), ma sono in massima parte discendenti degli arabi che sono incominciati ad immigrare a seguito delle aliyah ebraiche alla fine del diciannovesimo secolo.
    Inoltre ritirarsi oltre la linea verde sarebbe un suicidio per Israele perchè sarebbe condannata a convivere con uno stato terrorista alla Hamas al suo fianco. Il 50% della popolazione di Israele abita nella pianura dell’area di Tel-Aviv – Jaffa – Netanya e in quell’area lo spazio dal mare alla linea verde è di soli 16 km; sarebbe quindi un facilissimo bersaglio per i missili che Hamas sparerebbe dalle montagne circostanti.

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    andrea

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    Israele ha tutto l’interesse a proseguire nell’attuale situazione di incertezza.
    Se si annettesse i Territori, si porterebbe in casa due milioni e mezzo di palestinesi, squilibrando la situazione demografica a suo sfavore.
    Se permettesse la nascita di uno Stato palestinese, vista l’esperienza di Gaza, rischierebbe di ritrovarsi con Hamas a pochi chilometri da Tel Aviv.
    Nethanyahu deve solo resistere fino alla prossima elezione presidenziale americana.
    Se il futuro presidente sarà, come sembra probabile, un repubblicano, potrà rinviare di altri anni qualsiasi decisione relativa al problema palestinese.

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    leopoldo

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    sono d’accordo per quanto riguarda israele e Palestina, però io la partita la vedo come l’ennesima
    mano tra democratici e repubblicani negli USA. Se no perché bibi parla al congresso americano con solo i rappresentanti repubblicani in chiusura della propria campagna elettorale e lanciare quella repubblicana. Ho la sensazione che la corsa alla casa bianca sia iniziata quel giorno e che sarà una campagna all’insegna della peggiore xenofobia negli USA, uccisioni di neri da parte della polizia, manifestazioni trasformate in saccheggi di ritorsione, la ricerca dell’instabilità sociale per estremizzare l’opinione e l’elettorato [ovvio da parte repubblicana].

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    andrea

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    Obama ha commesso tanti errori durante il suo mandato; il più grande probabilmente è stato quello di non aver messo dei freni alla speculazione finanziaria di Wall Street;, ma nel caso del Medio Oriente ha avuto la giusta intuizione: senza un accordo con l’Iran nessuna pace è possibile nella zona.
    Tutti i nemici di Israele: Hamas, Hezbollah, Assad fanno capo a Teheran, che li arma e li finanzia; è nell’interesse dello stesso Stato ebraico riconoscere l’Iran come controparte in una trattativa.
    Obama sta cercando di arrivare ad un accordo con l’Iran anche a costo di bypassare Netanyahu e i sauditi, ma il tempo che gli rimane è poco.
    Con il nuovo presidente repubblicano, forse Jeb Bush, gli americani appoggeranno senza riserve Israele e il blocco sunnita, ributtando l’Iran tra gli Stati canaglia e creando le condizioni per un nuovo conflitto.

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    Francesco

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    Mi si perdoni la critica senza riserve, ma mi sembra che questo articolo, già dal titolo, non abbia nessuna ragione di esistere. Obama è stato preso a pesci in faccia da Netanyahu poche settimane fa, a casa sua, con l’applauso di (quasi) tutto il senato americano. Il fatto che l’Isis, che tra l’altro pare sia con i giorni contati dopo l’intervento iraniano, abbia minacciato esplicitamente Roma ma non Tel Aviv, dovrebbe dirla lunga sul coinvolgimento israeliano nella vicenda, senza nemmeno tirare in ballo Rita Katz e la sua strana organizzazione specializzata nello scovare decapitazioni online in anteprima e in esclusiva. Ma in assoluto credo che l’ingenuità più grande presente nell’articolo sia quella di considerare il presidente americano in possesso di qualche autonomia e dignità decisionale. Già da un paio di anni alla Casa Bianca comandano altri, sempre ammesso che Obama abbia mai davvero comandato in precedenza.

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