Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (21)

  • Marco Cingolani

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    dopo questo articolo potrei anche suicidarmi! ma perchè questi dementi non votano Rodotà?

  • Maurizio Melandri

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    Invece, da stamattina il PD si è riunito sotto la bandiera di Prodi (poveri noi).
    Bisogna dire che Bersani è stato un ottimo stratega:
    1) Ha sbaragliato chi voleva un accordo con il PDL presentando come PDR il peggiore di questi
    2) Ha portato dalla sua i grandi elettori
    3) Ha dato scacco a Renzi (come può votare contro chi ha battuto 2 volte il cavaliere?)
    4) Ha dato l’impressione alla base di essere ascoltata (peccato che, per me, avesse già deciso tutto e che da ieri dico in giro che il candidato vero è Prodi)
    5) Ha lanciato un ponte al 5s in ottica governo che ora ha in mano il cerino (il PDL piuttosto vota Cicchito)
    6) Gli italiani benediranno.

    Ora ci manca che chieda a Rodotà (probabilmente si ritirerà) di fare il PDC e ha fatto bingo.

    Peccato che tutto questo teatrino non sposti una virgola, ma nel breve Bersani ha vinto. Ora si può dedicare a fare posto a Barca come prossimo segretario contro Renzi (ha sempre detto che finita questa fase si ritira per dedicarsi al giardinaggio e lo farà).
    Intanto la crisi continua e la polizia carica i lavoratori.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Maurizio: apprezzo sempre i tuoi interventi, ma dove ce la vedi questa capacità strategica di Bersani? Lo hai mai visto bene in faccia?

  • giammarco giacomini

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    In risposta a Maurizio Melandri

    l’unico modo in cui Bersani possa risultare un ottimo stratega dopo tutta questa vicenda è se fosse un pentastellato in incognito.

    far implodere un partito e far arrabbiare tutta la base elettorale presentando un nome irricevibile non è proprio la definizione del vocabolario per vittoria.

    e comunque quello che dici che Bersani ha ottenuto con la sua “strategia” lo poteva ottenere subito non proponendo Marini

  • Heraclio

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    Premetto che alle ultime elezioni politiche ho (con dispiacere) disperso il voto e lo rifarei: il fallimento di Sel e la situazione di ingovernabilità mi confermano anzi dell’incapacità politica e tattica (non dico strategica) dell’attuale centrosinistra.
    Però mi chiedo una cosa: che senso ha continuare a ipotizzare possibili puzzle o accrocchi di maggioranze, molto eterogenee e fondate esclusivamente su calcoli politici (interni ai propri partiti o per occupare le poltrone del potere)? Si voti il presidente della Repubblica, va bene (anche perchè senza non si va da nessuna parte), ma poi si rivada a elezioni e quel che esce fuori esce fuori.

    Da questo punto di vista anche i puristi del Cinque stelle stanno facendo un giochetto da “vecchia politica” mica male: ritirare la candidatura di Rodotà in vista di un accordo. Grillo e, soprattutto, Casaleggio stanno fregando alla grande quei traditori del Pd: il bello è che lo stanno facendo passando però per i puri e i rinnovatori di turno. Ma anche loro hanno basi fragili, vedremo quanto gli dura.

    In un racconto di fantascienza di Philip J. Farmer si descriveva un Mondo Mobile, in cui niente restava stabile e tutta la materia mutava continuamente forma e posizione nello spazio: è esattamente quanto sta avvenendo nel panorama politico italiano di oggi.

    La cosa più drammatica è che non ci sono forze di sinistra, nè tantomeno forze politiche con un progetto sociale e politico vero. Noi di estrema sinistra siamo esclusi dai giochi; Sel è confinata nell’inutilità e nella pura testimonianza simbolica (pronta a entrare a breve nelle fila democratiche); il Pd sta passando il suo momento di massima tensione interna e l’apice del suo distacco dalla società e dal suo stesso elettorato.

    Se questa non è la morte della politica, ci siamo molto vicini.

  • David Arboit

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    Non si può dimenticare che 222 parlamentari PD hanno votato l’altra sera per Marini sapendo che era il candidato dell’accordo con Berlusconi. Quasi la metà dei parlamentari Pd ha ritenuto corretto fattibile un accordo con il Pdl. Una dimostrazione eclatante di quello cha l’antipolitica ha definito distanza dei politici dalla realtà e dalla gente. Che cosa avrebbero fatto questi 222 idioti se fosse stata lanciata subito la candidatura Prodi? Il rischio di bruciare Romano era altissimo.
    Ai 222 idioti (capeggiati da Dario Franceschini) è stato necessario somministrare una lezione e mi auguro da membro del loro partito che l’abbiano imparata bene.

  • Roberto Buffagni

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    La benedizione a Prodi, il medium dell’UE a 27, la darà qualcun altro: io proprio no, e sono italiano anche io.

  • alberto

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    perché rodotà e non zagrebelski?
    rodotà è fuori tempo massimo, andava fatto presidente in tempi non sospetti, ormai è avanti con gli anni e gli italiani hanno bisogno di un presidente relativamente giovane e assolutamente super-partes.
    quindi zagrebelski presidente; c’è ancora tempo per farlo.

    un inciso: chi potrebbe in tutto l’arco parlamentare giustificare un no a zagrebelski?

    saluti

    alberto

  • Simone Mucci

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    Prof. Giannuli, se posso fare una battuta credo che sia stato sin troppo tenero sul ruolo della vecchia DC – non credo che abbia avuto nobili scopi oltre l’occupazione del potere! Per il resto, il confronto tra la balena bianca e il PD mette in evidenza tutte le debolezze di quest’ultimo, che si merita pienamente la fine che sta facendo.

    P.s. Quel che mi rende inquieto è il dopo PD: una pseudo-sinistra ad alta vocazione suicida sarà in grado di unirsi e ricreare un partito che possa avere il ruolo del vecchio PCI? In fondo nel 2013 i sempiterni dirigenti della “sinistra” ci hanno regalato lo scontro Prodi-D’Alema, un bel pezzo di antiquariato.

  • Andrea M

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    Mi si permetta un’osservazione…
    Voi cosa avreste fatto al posto di Bersani?
    Nel senso…
    Andando a destra avrebbe frantumato il partito e consegnato l’Italia ai due comici, andando verso Grillo avrebbe dimostrato che il partito del genovese ha ragione su molte cose, consegnando l’Italia ai due comici.
    Cosa farebbe un “buon uomo”, come spesso è stato definito, se non vado errato, su questo blog, vedendo che, ovunque vada, per salvarsi la pelle uccide tutto un partito?
    Esattamente: non basta tirarsi da parte, deve essere cacciato. A pedate. E bisogna dare la forza necessaria al nuovo che avanza di cacciarlo e far riacquistare credibilità al partito. La politica è Narrazione. I politici parlano e fanno credere alla gente che il mondo è fatto in un modo e debba transitare verso un altro.

    Detto questo, se nel mentre ci si suicida si portano nella tomba pure qualcun altro, ben venga, no? Magari facendo votare compattamente il CDX per un candidato di CSX al primo turno. Magari facendo bruciare il nome di Rodotà a Grillo e compagnia cantanti facendolo scendere al nome di Prodi.
    Un Bersani in versione Kamikaze?

  • Dante S.

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    ecco la mia analisi: oggi pomeriggio eleggeranno massimo d’alema con 250 voti di pdl, lega e scelta civica e 300 del pd.

  • caneghira

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    La direzione PD continua ad agire come se avesse alle spalle un partito unito, almeno nelle scelte di sostanza ma ciò non corrisponde alla realtà dei fatti ed anzi l’operazione Marini ha acuito le distanze.
    Prodi quindi, questa sera rischierà seriamente di esser bruciato e domani allora si arriverà a proporre il buon caro vecchio Lider Maximo D’Alema che potrebbe tranquillamente passare grazie all’amico Berlusca ma e c’è un “ma”:
    a sua volta il centrodestra si sente tradito grazie a questa nuova operazione “Prodi” e a tal punto potrebbe ben lavorare con gli amici all’interno del PD (e ne son tanti) lasciando cadere il candidato di cartello, seppur vecchio, di questo decadente centrosinistra optando su un’ulteriore figura tipo la Cancellieri o similari.
    C’è un fatto: il PD è diviso o si fa subito una seria convergenza su Rodotà (o alternativa gradita al M5S) oppure passerà un Presidente della Repubblica di scelta destrorsa e gradita ad un terzo/metà PD e più passa il tempo e più prevarrà tale figura presidenziale.
    Saluti!

  • Maurizio Melandri

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    Aldo, io non ho mai visto dal vivo Bersani, ma non credo che guardalo in faccia io possa aver idea delle sue capacità. Quando guardai in faccia te (ad una giornata a Casale Monferrato organizzata dalla Robin poco dopo bombe di carta) non capii che eri lo storico che stimo, tant’è che non ti riconobbi (non ti avevo mai visto in foto).

    Ritornando serio: Bersani è un tecnico della politica che fa da tempo immemorabile. Non un grande statista, ma un buon tecnico (chiariamo è un mio avversario). Ha alcuni problemi che deve risolvere:

    A) Tenere unito il PD che ora è invece diviso in diversi tronconi
    B) Preparare la sua successione appesantendo il pessimo Renzi
    C) Fare un governo o andare ad elezioni facendo tenere il cerino in mano a qualcun altro

    Il primo passo era quasi obbligato, no al PDL (non vuole affossare il partito a differenza di Letta, Veltroni e D’Alema che, magari inconsciamente, ma lo farebbero) e fare un governo di cambiamento (unico che potesse aiutare il PD). Grillo non gli ha dato sponda e Napolitano nemmeno. A questo punto saltano fuori i malpancisti che mandano avanti Renzi (che credo si stia bruciando qualsiasi possibilità di succedere a Bersani) e lui deve trovare una soluzione che metta tutti sotto scacco.

    Chi meglio di Marini? Il traditore del primo governo Prodi! Ben visto dallo psico nano e padre politico di Franceschini e Letta. Rodotà non può, è il candidato di Grillo, il PD non accetterebbe (oltre al fatto che Letta. Franceschini e Veltroni si solleverebbero). Zagrebelski non serve, non ora almeno.

    Lui sa benissimo che, a questo punto, lui è politicamente morto (ma tanto si ritira), ma fa capire alla direzione di sepolcri imbiancati che l’accordo con il PDL sarebbe nefasto, la base si rivolterebbe. Perché Prodi? Perché è nemico dichiarato di D’Alema e Marini (non ha dimenticato, a differenza degli italiani che imputano a Bertinotti quel che Bertinotti non fece, fece altro, ma quello no) e dato che D’Alema si sta avvicinando a Renzi per la proprietà transitiva della politica se sono nemico di D’Alema lo sarò anche di Renzi. Se il giochetto gli riesce (ma Grillo continua a remare contro) tiene unito il partito, impedisce qualsiasi accordo con il PDL, non è un nome inviso alla maggioranza degli italiani (non lo capisco ma è così) e se gli riesce di mettere insieme un governo che duri almeno 1 anno prepara la sua successione con Barca.

    In tutto ciò non c’è una grande visione, quella di cui la sinistra italiana avrebbe bisogno per contrastare le destre di Monti, Berlusconi e Grillo, ma se gli riesce l’onore delle armi gli spetta.

  • Mirko G. S.

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    Maurizio era ironico ha elencato tutte le boiate fatte da Bersani. Queste boiate gli hanno permesso stare a galla nel brevissimo periodo ma oltre questo spiraglio lo hanno già seppellito. Bersani del resto credo sapesse bene che politicamente era finito già da quando iniziò a parlarsi di passaggio del testimone a Renzi, infatti le primarie non le voleva fare, le ha fatta in modo discutibile e adesso cerca disperatamente di “tirare a campare (che) è (sempre) meglio che tirare le cuoia”.

  • giandavide

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    mah trovo la dialettica giannulica un pò scarsa quest’oggi: prima prodi è una provola scaduta (e perchè non una mortadella, come dice cicchitto?), poi bersani è un idiota, basta gaurdarlo in faccia.
    sembra avere davanti una vera e propria svolta lombrosiana, che per uno studioso di radici marxiste non è cosa molto buona. io sto sospendendo il giudizio su bersani fino all’elezione del pdr, sebbene non capendo le ultime mosse mi sembrano anche a me decisamente stupide. ma un giudizio sulla strategia lo dò a battaglia conclusa, e devo dire che non mi piace molto la tendenza da allenatore di squadra di calcio per cui sono tutti bravi a dare buoni consigli che non tengano conto del contesto a cui sono rivolti. il pd non l’ha spaccato bersani: il pd è un aborto pieno di gente improbabile sin da quando è nato, e tra i suddetti personaggi improbabili bersani non è nè il più stupido nè il più malvagio, nonostante non soddisfi i criteri estetici di aldo. e se qualche nostalgico dell’ottocento ha intenzione di sfidarmi a singolar tenzone per le mie dichiarazioni, faccio notare che in democrazia non è che se trovi uno che non è d’accordo con te gle meni…

  • massimo

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    Professore, mi dice fuori dai denti quale maledetta ragione impedisce, secondo lei, a questi incompetenti inciucioni del Pd di votare Stefano Rodotà alla Presidenza della Repubblica?
    Con le ultime dichiarazioni degli esponenti del 5 Stelle, cui mi sento vicinissimo e per cui oggi più che mai, sono fiero di aver votato alle ultime elezioni di febbraio, così facendo sarebbero aperte anche le porte per una collaborazione per formare un governo di vero rinnovamento!
    Mi convinco sempre più che loro e Berlusconi sono nemici per finta, alleati nella realtà.

  • byu tech

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    bisogna ammetterlo…l’accoppiata gabanelli rodotà è stata geniale.
    sta facendo vittime pesantissime…marini prodi rosy bindi e naturalmente bersani.
    per non parlare del pdl ormai diventato un teatrino di zombie.
    e anche renzi ne uscirà malissimo dopo aver saltato da un fosso all’altro ogni 2 minuti.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Byu tech: l’accoppiata Gabanelli Rodotà non c’entra nulla, il Pd sta facendo tutto da solo

  • caneghira

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    “Prodi bruciato e conclamazione di un PD in rovina”!
    Appunto una ovvietà dopo gli ultimi e chiari eventi ma una altrettanto ovvietà da chi intende la politica come espressione di omogenee idee ed intenti da portare sinceramente avanti.
    Il PD è nato come agglomerato di idee edulcorate, anche contrapposte, con il fine ultimo della gestione del potere (da cui discerne l’accettazione di connivenze politiche con l’alter ego destrorso).
    In sostanza si traduce come una generale e grande presa per il culo del suo elettorato che si contrappone addirittura alla meno ipocrita idea destrorsa berlusconiana sicuramente più coerente con parte del suo elettorato.
    La pochezza politica piddina viene risaltata però da un elettorato potenzialmente più ideologico, seppur fidelizzato ma molto più critico dinanzi alle evidenze dei fatti:
    “Massima fiducia ma in caso di gravissimi errori non perdona più!”
    Bene, il PD, grazie anche al suo penoso (come uomo mi provoca un senso di pena)segretario che forse è il massimo che la classe dirigente piddina possa offrire è stato messo, consapevolmente (non credo) o incosapevolmente innanzi a tutte le forti contrapposizioni esistenti.
    La fine del PD “ovviamente” è stata conclamata ma aldilà di questa pochezza politica in sé da cui potrebbero nascere buone cose il dunque rimane:
    “Lo status quo riuscirà a vincere questa battaglia o perlomeno a pareggiare”?
    Con la consapevolezza però che la guerra sarà ancora lunga (“attentati e bombe a parte”)!

  • byu tech

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    si concordo pienamente sul fatto che i “meriti” del disastro sono in gran parte loro.

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